Puglia. Sindacati: "Maristanav. Lettera aperta al Governo contro smantellamento servizi"

Taranto, 27 luglio 2020.

In Assemblea i Lavoratori dei Servizi Portuali 

di Maristanav Taranto:

No allo smantellamento delle attività

Proclamato lo stato di agitazione!

Richiamata la grave condizione del personale civile 

Al Ministro della Difesa 

On. L. Guerini

-Al Sottosegretario della Difesa

On.le A.Tofalo

Al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio 
Sen. M.Turco
Al C.S.M.M.  Amm. G.. Cavo Dragone
A Maristanav Taranto
Al Sindaco del Comune di Taranto

È grande la tensione tra il personale civile di Maristanav, oggi in assemblea, per discutere sull’iniziativa del Comando della più grande Base Navale Italiana di smantellare uno dei servizi che ne caratterizzano l’attività.

E’ grande il disappunto per non avere coinvolto le OO.SS. ed il territorio in un momento così delicato nella storia del nostro paese e della nostra città.

D’altra parte che il Comando della Base Navale appartiene ad una linea di comando, quella operativa, chiusa in sé stessa, poco incline al dialogo, che non abita nel Palazzo Ammiragliato o nel Castello Aragonese o nello storicoArsenale, è circostanza poco nota che ha costituito spesso l’alibi per assumere iniziative senza confrontarsi con il territorio.

Le criticità a sostegno del piano di “razionalizzazione” del servizio, illustrate dall’amministrazione, sono individuatenel mancato ripianamento del personale in quiescenza e, in particolare,dei profili con particolari capacità tecnico-marinaresche: dunque una attività sarà ridimensionata perché non ci saranno lavoratori sufficienti a garantirne l’esecuzione.

Se da un lato la problematica è comune a tutto il Ministero della Difesa, appaiono evidenti i limiti di una visione inerte e priva di idee,con criticità mai rappresentate ad es. all’interno delle iniziative per restituire agli insediamenti della Difesa di Taranto, non solo nel suo Arsenale, un rinnovato vigore produttivo che potesse compensare le perdite della grande industria. 

Inevitabili ed impietosi emergono i confronti con il personale militare che evidenziano incongruenze e disparità di trattamento, che si accentuano anziché ridursi

Se si ha riguardo, infatti, al semplice straordinario attribuito per il funzionamento dellaStazione Navale dove lavorano circa 500 dipendenti militari e circa 500 dipendenti civili, con attività perlopiù sovrapponibili, la componente civile ha uno stanziamento di € 25.000 di straordinario, la componente militare UN MILIONE DI EURO!

La razionalizzazione a senso unico verso la componente civile,sempre più ai margini del dicastero, con lavoratori monoreddito privati di gran parte del salario accessorioanche dopo questa iniziativa, non è più tollerabile

In una comunità, già notoriamente tormentata, le attività produttive del Ministero Difesa e le problematiche da anni irrisolte rischianocosì di assegnarle un altro primato negativo. 

La mancanza di investimenti nell’area industriale e il mancato ricambio occupazionale rappresentano solo gli aspetti più appariscenti di un sistema in progressivo degrado.

Le interlocuzioni degli ultimi mesi con il vertice politico, utili per rappresentare le esigenze più evidenti, non hanno però prodotto alcun risultato concreto, rendendo non percepibile l’auspicato cambiamento.

I lavoratori in assemblea rinnovano, dunque, anche nel nostro territorio, le priorità già rappresentate a livello nazionale e che caratterizzano la complessiva vertenza Difesa, fra cuiun urgente piano straordinario di assunzioni anche per Maristanav Taranto, alla quale vanno destinati investimenti adeguati per rinnovare i mezzi in dotazione, quasi tutti fatiscenti.

Per quanto sopra RSU FP CGIL CISL FP e UIL PA proclamano lo stato di agitazione e danno mandato alle strutture nazionali delle OO.SS. di affrontare la problematica con il vertice politico e militare.  

I lavoratori, in assenza di risposte adeguate ed immediate, che tutelino il lavoro, il salario dei dipendenti e le prospettive di sviluppo, proseguiranno la mobilitazione attraverso iniziative di lotta che non escluderanno la sospensione delle attività

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