Emilia Romagna. Dentix: pronti i ricorsi Adiconsum all’Arbitro Bancario e Finanziario

17 settembre 2020 - Sul caso Dentix sono pronti i ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario contro le finanziarie che hanno prestato soldi ai clienti e non vogliono restituirli. Lo annuncia Adiconsum Emilia Centrale (associazione consumatori della Cisl), che intende segnalare alla Banca d’Italia il comportamento scorretto di Cofidis, Fiditalia, Agos e Deutsche Bank.

"Dopo aver messo in mora la società e vista la mancata evasione delle istanze di risoluzione dei finanziamenti ex art. 125-quinques del Testo Unico Bancario, siamo pronti a procedere a tappeto con i ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario – afferma Massimo Rancati, operatore Adiconsum Emilia Centrale che segue una ventina di pazienti modenesi di Dentix, tutti alle prese con cure odontoiatriche interrotte e pagate in anticipo con importi compresi da 5 a 10 mila euro – I cittadini coinvolti, che già hanno dovuto patire un’ulteriore sofferenza per la pandemia da Covid-19, non possono prestarsi ulteriormente alle pratiche dilatorie messe in atto dalle finanziarie. Esse non rispondono, pur essendo tenute a farlo, oppure chiedono di sottoporre a inutili trafile e perizie mediche chi invece ha bisogno di soluzione in tempi rapidi, come peraltro previsto per legge».

Per Adiconsum le proposte di riallocamento presso altre strutture dentistiche, anche in altre province, hanno il fine preciso di aggirare le associazioni consumatori e salvare finanziamenti che, invece, dovrebbero cadere.

«In alcuni casi non sono nemmeno state sospese le rate correnti – accusa Rancati – Per questo chiederemo all’Arbitro Bancario e Finanziario di accertare il diritto dei pazienti Dentix a essere liberati dai finanziamenti e rimborsati delle somme già versate, che potranno quindi – conclude l’operatore Adiconsum Emilia Centrale - essere destinate al completamento delle cure presso loro professionista di fiducia».

Ricordiamo che Dentix Italia è la catena di cliniche odontoiatriche (una si trova a Carpi) che non ha più riaperto dopo il lockdown e la cui “casa madre” spagnola ha presentato prima istanza pre-fallimentare, poi di concordato preventivo.

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