Emilia Romagna. Benaglia (Fim Cisl): "Rinnovo del contratto metalmeccanica, per la prima volta a Reggio Emilia la trattativa"

Reggio Emilia, 24 settembre 2020. Approda, per la prima volta nella storia del rinnovo del contratto nazionale del lavoro dei metalmeccanici – 1.700.000 lavoratori in Italia -, la trattativa tra sindacati e mondo industriale. Appuntamento stamane all’Hotel Astoria coi vertici nazionali di Federmeccanica, Assindustria e delegazioni di Fim, Fiom, Uilm.

“La ripresa della trattativa è un fatto importante dato che il contratto era scaduto da 10 mesi. Sul tavolo c’è il rinnovo di un contratto in un momento di grande incertezza e straordinarietà – commenta il segretario generale della Fim Cisl Roberto Benaglia -. C’è una modalità nuova che vede svolgere le trattative sui territori: si è partiti da Roma, ieri a Bologna, oggi a Reggio Emilia per ascoltare i territori: un buon segnale al quale devono seguire aperture concrete”.
La recente dichiarazione di Federmeccanica di voler rinnovare il contratto è utile, “ma deve portare ad aperture su tutti i punti della piattaforma sindacale”, aggiunge Benaglia. “La crisi ci ha mostrato quanto siano importanti le relazioni sindacali nella gestione dell’emergenza sanitaria nelle aziende. Un mancato rinnovo creerebbe un vuoto e aggiungerebbe un’ulteriore incertezza che non possiamo permetterci”.
“Sono oltre 90 mila i metalmeccanici reggiani e modenesi che attendono questo contratto – commenta Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale – oltre alla parte salariale, i lavoratori chiedono di elevare le tutele anche sul fronte della sicurezza, su cui non a caso abbiamo voluto riaprire oggi la trattativa, un tema che come abbiamo visto con la pandemia, è stato cruciale per tenere in piedi aziende e lavoro, facendo tesoro delle esperienze praticate con il confronto e la contrattazione in azienda”.
Per il futuro per Uriti: “nel momento in cui finiranno sia le settimane di cassa integrazione e il divieto di licenziamento, ci aspettiamo delle risposte cresciute dagli industriali reggiani e modenesi. La responsabilità sociale dovrà davvero decollare al termine degli aiuti di stato”.

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