Puglia. Prisciano (Fim Cisl): "EX ILVA. È il futuro di una città. Ancora troppi nodi da sciogliere”



Brindisi, 28 settembre 2020. Si è tenuto oggi presso il parlamentino del Mise il primo tavolo tecnico sulla vertenza ArcelorMittal tra delegazioni Fim, Fiom, Uilm, Invitalia, Ministero del Lavoro e Ambiente in collegamento via web.
Al centro dell’incontro la definizione del percorso di approfondimento di dati e di informazioni.
Ancora troppi i nodi da sciogliere su questa vertenza che rappresenta il futuro di una città,dei lavoratori di Taranto e dei vari siti. Non smetteremo mai di ripetere che l’unico accordo a cui facciamo riferimento è quello sottoscritto il 6 settembre 2018.
Abbiamo chiesto di conoscere i contenuti dell’accordo del 4 marzo 2020 che abbiamo invece appreso da alcune notizie di stampa, così come ai lavoratori in AS deve essere garantita la continuità occupazionale.
I dipendenti Arcelor hanno una retribuzione di circa 800 euro mensili di ammortizzatori sociali,sono allo stremo e gli stessi non vogliono vivere di assistenzialismo, vogliono tornare a lavoro.
Sono comprensibili i problemi scaturiti dall’emergenza sanitaria da Covid-19, ma siamo anche consapevoli che ArcelorMittal si sia nascosta dietro questo pretesto. Il dottor Somma di Invitalia ci ha spiegato a grandi linee che nelle prossime due settimane si arriverà ad una proposta dopo una interlocuzione laboriosa.
A fronte di ciò gli abbiamo chiesto di accelerare. Viviamo una fase molto confusa, i lavoratori non ce la fanno più.
Abbiamo posto il problema degli impianti attualmente fermi (ad esempio i Tubifici, Afo5 e Acc1) visto che ancora oggi non è chiaro se presenti all’Interno del nuovo piano industriale e abbiamo ribadito le problematiche legate alla sicurezza che riguarda tutti i siti del gruppo,compreso quello di Taranto.
È difficile anche andare avanti senza conoscere se l’accordo del 4 marzo 2020 preveda gli stessi livelli occupazionali.
Il percorso lo si costruisce se ognuno farà la sua parte nel ruolo che rappresenta. Ma ancora oggi mancano ancora pezzi fondamentali dell’accordo del 4 marzo e questo genera incomprensioni.
Bisogna fare in modo che queste riunioni siano opportunità per trovare dei punti di connessione tra le esigenze specifiche, in primis sostenibilità ambientale, occupazionale e sociale. Novembre è vicino e noi abbiamo bisogno di chiarezza,certezza e concretezza. Cosi come il tema delle aziende dell’appalto che deve continuare ad essere trattato con attenzione.
È più che mai necessario accelerare il confronto, per poter superare in tempo utile ogni ostacolo. Taranto e il suo territorio non può permettersi ancora ammortizzatori sociali. Bisogna fare in fretta per garantire a tutti la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del lavoro.

Stampa