Sardegna. Cisl: ”Passeggero aggredisce autista perché’ non vuole indossare la mascherina”

Sassari, 8 ottobre 2020. Siamo venuti a conoscenza, con dispiacere, di un’aggressione ai danni di un conducente di autobusdell’ATP di Sassari, a causa di un diverbio su una mascherina non indossata a bordo del bus da un passeggero. La vicenda è avvenuta nel mattinata di ieri (mercoledì 6 ottobre 2020), sulla linea di Platamona. Il conducente era in servizio, quando sul mezzo sale un passeggero, che si rifiuta di indossare la mascherina, il conducente a tal punto avvisa la centrale operativa ATP e le forze dell’ordine vengono allertate, ed è qua che si scaldano gli animi e nasce un diverbio. Intervenuti i Carabineri, viene identificato il “trasgressore”, ma al capolinea il conducente viene affrontato fisicamente dal passeggero:una prima aggressione a colpi di ombrello utilizzato come bastone, un paio di questi colpi rivolti al conducente ancora seduto nel posto guida sono fermati dalla paratia che divide il posto guida dal corridoio, altri colpi raggiungono il volto del lavoratore cheincredibilmente riesce a tenere la calma e chiede soccorso sul posto. 

Andrà successivamente al Pronto Soccorso.

I passeggeri non intervengono, assistono passivi alla scena e si limitano a riprendere tutto con il telefono, il video fa il giro delle chat, ma a nessuno viene in mente di contenere la furia dell’aggressore.

Come sindacato dei lavoratori dei trasportiancora una volta siamo testimoni,dell’ennesima aggressione ai danni di un lavoratore, che paga pesantemente con la propria salute, il fatto di aver svolto il proprio dovere. Denunciamo da anni questa escalation di rabbia e violenza verso conducenti di autobus, controllori, capitreno e addetti di stazione, da parte di persone capaci di “sporcarsi le mani” per non volersi attenere a norme di interesse pubblico come il contenimento del contagio da Coronavirus.

Abbiamo chiesto a più riprese l’intervento del Ministero dei Trasporti e del Governo che legiferano da mesi sulle linee guida per il COVID19.

Già dalla scorsa primavera abbiamo preannunciato l’impossibilità di coniugare l’offerta di trasporto a ranghi ridotti (80% di carico passeggeri) con la domanda, le criticità della convivenza di persone a bordo dei mezzi pubblici, seguendo le normative anti contagio con la pretesa che il conducente gestisca nel contempo sia funzioni di guidache le attività di controllo per il rispetto delle norme comportamentali in capo all’utenza, e abbiamo sempre ribadito che tali funzioni  non rientrano tra le responsabilità dei lavoratori e delle lavoratrici, che inevitabilmente pagano le conseguenze di questa situazione.

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