Emilia Romagna. Sindacati: "Trasporto pubblico locale. 13 novembre sciopero per chiedere la sicurezza a bordo"


Modena, 26 ottobre 2020.  «Le scuole hanno riaperto da un mese e mezzo, ma i nodi critici sul trasporto pubblico locale e la sicurezza degli operatori a bordo ancora non sono stati risolti, nonostante le denunce presentate ben prima della cosiddetta ripartenza - affermano Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia-Romagna, Uiltrasporti Modena, Faisa Cisal Modena e Ugl Autoferro Modena – 
È positivo che, come annunciato dal presidente della Regione Emilia-Romagna, a livello regionale stiano per arrivare 120 nuovi mezzi, grazie al soccorso dei privati. Ma se pensiamo che prima dell’inizio dell’anno scolastico si stimava una necessità di 130-140 mezzi aggiuntivi solo per la provincia di Modena, si capisce bene che l’intervento della Regione, pur positivo, non risolve il problema». 
I sindacati ricordano che le ragioni di queste carenze sono certamente storiche, come sottolineato anche dal presidente della Provincia di Modena Giandomenico Tomei che, in più occasioni nell’ultimo periodo, ha lamentato le ricorrenti disparità sui contributi regionali a Seta. Una situazione, questa, che ha causato la carenza e vetustà del parco mezzi aziendale, la ridotta capacità di investimento dell’azienda, carenze nel servizio, condizioni differenti in termini economici e normativi per il personale viaggiante e per i cosiddetti nuovi assunti (che poi nuovi assunti ormai non sono più, visto che Seta esiste ormai da otto anni). 
«Su questa situazione, già fortemente deficitaria, si è innestata, come una tempesta perfetta la pandemia dovuta al Covid-19. Le immagini dei mezzi del trasporto pubblico sovraccarichi sono negli occhi di tutti – dicono Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia–Romagna, Uiltrasporti Uil Modena, Faisa Cisal Modena, Ugle Fna Modena – A nostro parere, la capienza mantenuta all’80% del massimo consentito sul libretto di circolazione è e rimane una grave fonte di rischio di contagio, scientemente non risolta. 
La discussione in atto con le scuole, infine, non sta agevolando perché, a oggi, ancora manca la disponibilità a modificare gli orari di ingresso, che consentirebbe di spalmare le corse ed eviterebbe di concentrare gli afflussi dell’utenza (soprattutto studenti) solo in alcune fasce orarie». 
Secondo le organizzazioni sindacali, insomma, non viene sufficientemente garantita all’utenza la tutela e prevenzione dal rischio di contagio. Oltre a ciò ci sono seri problemi, ancora non risolti, per la garanzia degli operatori stessi in quanto è stato tolto paradossalmente l’unico presidio realmente tutelante per gli autisti, ovvero il distanziamento fisico con l’utenza a mezzo catenella o nastro distanziante. Contestualmente, visti gli afflussi, si è ridata la possibilità di aprire le porte anteriori dei mezzi, mettendo a serio rischio la sicurezza degli operatori. 
«È vero che sono state installate delle paretine in plexiglass a tutela e sono stati montati i gel sanificanti, ma basta fare un giro sugli autobus per accorgersi che non tutti i mezzi ne sono provvisti – dichiarano i sindacati - Anzi, proprio le paretine spesso lasciano dei margini scoperti e non “blindano” completamente la zona dell’autista dal rischio di droplet. 
Con Seta e le altre aziende del trasporto pubblico locale abbiamo tentato in ogni modo di farci ascoltare, chiedendo anche solo di ripristinare la catenella o il nastro distanziatore, ma non c’è stato modo di convincerli. È un problema di salute e sicurezza più che serio, soprattutto ora che il contagio ha ripreso a galoppare». 
Per sollecitare un’attenzione ancora più forte su questi temi e richiedere cambiamenti sostanziali, a partire da una modifica degli orari di accesso alle scuole che permetta di differenziare il servizio e le corse attualmente previste evitando assembramenti, dopo aver percorso tutte le fasi di raffreddamento previste per legge le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero in Seta, così come per gli altri operatori del trasporto pubblico locale, nella giornata del prossimo 13 novembre. 
«Non c’è più tempo. Il recente Dpcm consente alle Regioni di attuare decisioni più stringenti nelle materie di loro competenza, come il trasporto pubblico locale. Auspichiamo, pertanto, deliberazioni in tal senso da parte del decisore politico. La sicurezza di tutti, lavoratori e cittadini, è un diritto. Garantire la sicurezza è un dovere», concludono Filt Cgil Modena, Fit Cisl Emilia–Romagna, Uiltrasporti Uil Modena, Faisa Cisal Modena, Ugl Fna Modena.

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