Lazio. Consiglio Generale, Coppotelli (Cisl): “Pandemia shock locale e globale. Dobbiamo pensare in grande con investimenti per rilanciare economia, lavoro, sanità, istruzione”

Roma, 12 novembre 2020 - “La pandemia in atto è uno shock con il quale ci stiamo, faticosamente, misurando. Nella prima fase del lockdown, ha chiuso le nostre vite dentro le case confinando i rapporti interpersonali, amicali e professionali nei monitor dei PC. Tutto ciò ha messo a dura prova il nostro essere sociale, ma, paradossalmente, ha dato anche il via ad un fortissimo processo di innovazione nelle nostre vite che, in tempi normali, avrebbe richiesto anni. Un processo senza ritorno, che va assolutamente compreso e guidato anche ora che stiamo lottando, con le unghie e con i denti, contro la seconda ondata pandemica. Per questo, in occasione del nostro Consiglio generale, proviamo a pensare all'economia e alla società di domani”.
Con queste parole, Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl del Lazio, ha aperto in lavori, in modalità da remoto, del Consiglio Generale della Cisl regionale che ha visto la partecipazione della segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan.

“Una volta che avremo superato lo stillicidio giornaliero del numero dei contagi – ha proseguito Coppotelli - dovremo comprendere le dinamiche e le nuove disuguaglianze che questa emergenza sanitaria ha innescato: sociali, economiche, lavorative, educative, di genere. Allo stesso tempo e con la stessa intensità dobbiamo sfruttare questi giorni nefasti per immaginare nuovi orizzonti e disegnare nuove traiettorie sociali. Gli stimoli sono molti ma noi, per la nostra Regione, puntiamo ad una economia circolare, verde, sostenibile provando a gettare lo sguardo oltre i terribili giorni che stiamo vivendo. Come? Pensando al rilancio, ad esempio, del sistema portuale regionale realizzando nuove infrastrutture a Gaeta, Civitavecchia e Fiumicino. Provando a ripensare l'intera politica industriale della Regione tutelando asset strategici come l’automotive, il settore chimico-farmaceutico, l'aerospaziale e la meccanica di precisione. Provando a immaginare un nuovo sistema dei servizi alla salute assecondato da una rinnovata stagione di investimenti (a partire dal MES per proseguire con il Recovery Found) e assunzioni per rimodernare quella rete territoriale e ospedaliera che tanto sacrificio sta dimostrando in questi mesi durissimi. Mesi durante i quali gli ammortizzatori sociali hanno rappresentato solo un'aspirina per contrastare il grande male che ci ha travolto. Ora servono gli investimenti, solo loro saranno il vero ‘vaccino’ per il rilancio dell’economia”. Il Consiglio generale, ha quindi posto le basi per fare il punto sulle priorità dell’azione sindacale, anche in considerazione del particolare momento storico, politico e sociale in corso. Prova ne sia l'elevato livello del dibattito che ha coinvolto praticamente tutti i responsabili delle Categorie che hanno preso la parola per illustrare le difficoltà dei propri settori di appartenenza e delle lavoratrici e lavoratori rappresentati. Dal canto suo, Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl nazionale, ha stigmatizzato l’inadeguatezza del Sistema Paese ad affrontare l'emergenza della pandemia, anche a causa di questioni irrisolte che si trascinano da tempo. “Il tema della responsabilità che significa individuare con chiarezza chi fa che cosa è un tema trasversale che coinvolge anche emergenze importanti come la sanità e il diritto alla salute. Quest'ultimo, in diverse regioni, è stato messo a repentaglio per un modo frammentato di affrontare la sanità e per questo, credo, l'architettura dello Stato e delle Istituzioni sarà uno dei temi da affrontare nel dopo pandemia”. Altro tema è lo scollamento tra realtà e politica. “I bisogni veri delle persone sono da sempre, e oggi ancora di più, la salute, la scuola, i trasporti, il lavoro, e invece, la scorsa estate, si è perso tempo parlando di cose inutili. Ma i ritardi si pagano. E li stiamo pagando ora. Come si fa, dopo tutti i tagli fatti alla sanità negli ultimi 10 anni, a dire che non abbiamo bisogno del MES?”. “Serve responsabilità a ogni livello – ha aggiunto poi la Furlan – e per questo abbiamo rilanciato la necessità di stringere un Patto sociale, dal livello nazionale al livello locale: per contrastare rabbia sociale, egoismo e uno scontro fra generazioni che, purtroppo, stanno montando. Il Governo non perda tempo ulteriore e ci convochi, presto, per aprire il confronto sulle risorse del Recovery Fund e sulla nuova Finanziaria. Vanno fissate le priorità per non rischiare di perdere le risorse, e per noi, al centro di ogni azione, di ogni decisione, a qualsiasi livello, rimane sempre la Persona e il Lavoro”.

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