Emilia Romagna. Denuncia dei sindacati: “Il Gruppo Villa Maria non versa gli arretrati ai lavoratori della sanità privata. Pronti alla mobilitazione”

19 novembre 2020 - A Reggio Emilia non finisce al querelle tra gli Ospedali privati e i lavoratori per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale del lavoro (Ccnl) per la Sanità privata
Dopo lo sciopero nazionale del 16 settembre 2020, in data 8 ottobre 2020 è stato finalmente ratificato il Ccnal Sanità privata che dopo 14 lunghi anni annunciava ai 500 lavoratori reggiani del settore finalmente aumenti, arretrati da luglio a settembre 2020 e una tantum netta di 1.000,00 euro risarcitoria dei danni economici provocati dalla lunga assenza contrattuale e passaggi automatici di livello (ossia progressioni di carriera di fatto bloccate da 15 anni) con arretrati da aprile 2020.
A Reggio Emilia tutte le strutture hanno proceduto a riconoscere la parte economica del contratto tranne Salus Hospital facente parte del Gruppo Villa Maria
“Il Gruppo Villa Maria ha proceduto solo alla messa a regime degli aumenti, sollevando presunti dubbi fiscali e contributivi che, francamente, come sindacati fatichiamo a comprendere considerato che la scrittura del Ccnl ha impiegato 3 anni di dibattiti e approfondimenti legali e mesi di lotta sindacale per arrivare alla sottoscrizione avvenuta appunto solo l’8 ottobre alla presenza del Ministro Speranza”, commentano Carolina Cagossi di Fp Cgil e Cristian Villani, di Cisl Fp Emilia Centrale
“Dopo alcuni incontri sindacali, abbiamo ricevuto comunicazione scritta – proseguono i sindacalisti - di Salus Hospital rispetto ad un parziale ripensamento del Gruppo Villa Maria che dovrebbe procedere alla liquidazione degli arretrati con lo stipendio di dicembre 2020 erogato a gennaio 2021. Ma questa risposta è insufficiente ed inaccettabile, soprattutto considerato che proviene da un Gruppo accreditato al Servizio sanitario nazionale e che la Regione Emilia Romagna ha provveduto nelle scorse settimane a stanziare fondi a favore di queste strutture”.
“Il comportamento del Gruppo Villa Maria ha già portato altre strutture nel territorio dell’Emilia Romagna a valutare azioni di mobilitazione (oltre alla formale diffida legale ad adempiere rispetto al mancato riconoscimento della retribuzione dovuta). Di fatti l’atteggiamento del Gruppo sembra rivolto ad accumulare utili, peraltro con risorse pubbliche visto il regime di accreditamento, senza preoccuparsi di garantire i diritti previsti come adeguamenti, arretrati e una tantum riparatoria di chi, quotidianamente, garantisce il servizio ai cittadini”.
“Ricordiamo – concludono Cagossi e Villani -, infatti, come Salus Hospital garantisca un importante presidio cardiochirurgico per il nostro territorio e anche in fase pandemica abbia garantito il presidio oncologico in supporto all’AUSL, mantenendosi come struttura Covid Free, un risultato raggiunto con il sacrificio anche personale delle maestranze che ha vissuto in foresteria o comunque separati dalle famiglie e per questo impegno non ha nemmeno ricevuto un bonus risarcitorio ed ora non si vedono riconoscere nemmeno le retribuzioni concordate con il Ccnl”.
Pertanto nell’invitare il Gruppo Villa Maria ad erogare quanto hanno erogato gli altri ospedali Fp Cgil e Cisl Fp Emilia Centrale annunciano do aver convocato le assemblee con i lavoratori per decidere le azioni di mobilitazione da porre in essere.

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