Sardegna. Sindacati: "La Giunta Regionale si attivi contro spopolamento Oristano"

Oristano, 3 marzo 2021. CGIL CISL UIL di Oristano chiedono alla Giunta Regionale immediati interventi contro lo spopolamento, adeguate politiche del lavoro, potenziamento dei servizi e delle infrastrutture del territorio sono le quattro richieste di CGIL CISL UIL di Oristano alla Giunta Regionale
I dati sul censimento permanente della popolazione in Sardegna, recentemente pubblicati dall’Istat, fotografano una provincia in costante e rapido spopolamento. In 18 anni, dal 2001 al 2019, la popolazione si è ridotta di quasi il 7,5%, il dato più basso registrato nell’isola. Quasi 12.000 persone hanno cambiato residenza, trasferite in altre città dell’isola, ma molte, soprattutto giovani, verso la penisola e l’estero. Sale al 27% la quota degli over 65, quasi il doppio di quella giovanile compresa tra zero e 19 anni (14,1%)
“Se a questi dati uniamo il fatto che nel 2019 abbiamo la più bassa natalità registrata da quando Oristano è diventata provincia, e che questo territorio presenta un numero cospicuo di comuni minori destinati allo spopolamento e alla loro completa estinzione, ci si rende conto - scrivono alla Regione i segretari generali Andrea Sanna(Cgil), Alessandro Perdisci ( Cisl) e Franco Mattana (Uil) - della grave emergenza da affrontare”.
Le cause sono diverse. I sindacati territoriali evidenziano le più importanti, a cominciare dalla “scarsa attenzione dell’Amministrazione Regionale per lo sviluppo delle aree interne. Anche nell’ultima finanziaria regionale - scrivono Cgil, Cisl e Uil - non sono presenti misure adeguate per il contrasto allo spopolamento e per lo sviluppo delle aree interne e per i comuni minori”. Quindi la mancanza di un riequilibrio territoriale e di un modello di sviluppo che ha creato in Sardegna forti diseguaglianze, penalizzando in maniera pesante soprattutto il territorio oristanese. Tra le altre cause dello spopolamento, l’assenza di politiche di promozione di opportunità lavorative per incentivare i giovani e le donne al radicamento nelle comunità; il vuoto di politiche e interventi per l’imprenditorialità dei giovani nel settore dell’agricoltura, dell’allevamento e dell’agroindustria, ma anche in altri importanti settori strategici per la Sardegna e in primo luogo per il territorio; la mancata integrazione tra zone interne e zone costiere, le inadeguate e insufficienti politiche nel sistema socio- sanitario, fondamentali in Sardegna, e ancora di più in una provincia con il più alto indice di vecchiaia.
“Si tratta dunque, da parte della Regione, di avviare una seria programmazione con investimenti e risorse finanziarie adeguate, per invertire – scrivono le OO.SS. - la tendenza al calo demografico nel nostro territorio, potenziando nel contempo i servizi pubblici fondamentali nelle aree disagiate, nelle aree interne e nei comuni minori. In questa direzione è prioritario potenziare il sistema dell’istruzione e della formazione, dei trasporti e la rete viaria e infrastrutturale”. Per i sindacalisti, il Piano regionale di utilizzo dei finanziamenti del Recovery Fund potrebbe rappresentare una importante occasione per porre rimedio a queste manchevolezze.
Cgil, Cisl e Uil “ criticano l'atteggiamento troppo autoreferenziale di questa Giunta, che nega il confronto alle parti sociali e ai tanti portatori di interessi che potrebbero aiutare nella definizione di progetti strategici utili al rilancio economico e sociale anche dell' oristanese”.


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