Lazio. Riders, Masucci (Fit Cisl): “Grande passo avanti per centinaia di lavoratori Just Eat sul territorio” “Adesso importante che si consolidi alleanza tra lavoratori e clientela, e che si diffonda il consumo critico”

Roma, 30 marzo 2021 -“La protesta dei riders lo scorso venerdì, lo sciopero Amazon del 22 marzo, la sentenza su Uber in regno unito, e adesso il confronto tra Just Eat Takeaway CGIL CISL E UIL che si chiude con l’applicazione del Ccnl merci e logistica da parte di una delle più importanti società di food delivery. Si sta muovendo qualcosa di importante per quanto riguarda il ‘capitalismo digitale’ e il lavoro tramite piattaforme. Ai riders assunti da Just Eat, circa 4000 in Italia, diverse centinaia solo nella città di Roma, saranno riconosciuti tutti i trattamenti, normativi ed economici, previsti dal CCNL Logistica, Trasporto, Merci e Spedizione avendo garantite, finalmente, le tutele di un lavoratore dipendente: adesso è importante che si consolidi un’alleanza virtuosa tra lavoratori e clienti delle piattaforme, e che il consumo critico si diffonda più che mai”.
E’quanto dichiara il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, aggiungendo che “si stanno muovendo primi passi importanti, ma non dobbiamo fermarci qui, si deve fare in modo che le tutele si estendano in modo generale. In alcune recenti ‘assemblee telematiche’ che abbiamo tenuto con i riders, sono emersi numerosi problemi dei lavoratori del comparto sul territorio: dalla preoccupazione per un eventuale contagio fino alle difficoltà di pagare multe prese per lavorare velocemente, passando per le consegne al piano, per cui la categoria non è pagata, e per la necessità di coperture assicurative in caso di infortunio, oltre che di un Welfare adeguato. Si stanno muovendo dei primi passi fondamentali, adesso è importante andare avanti così affinché non si consideri ‘lavoretto’ l’attività di persone che spesso faticano incredibilmente per mantenere le proprie famiglie, e affinché l’unione tra consumatori e lavoratori sia più che mai forte”.

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