Puglia. De Giorgio (Fnp Cisl): "Ospedali di comunità per restituire appropriatezza alla sanità pubblica pugliese"




Brindisi, 7 aprile 2021. Esprimiamo pubblica soddisfazione per l’avvenuto riavvio, in sicurezza, di Oncologia nel P.O. di Martina Franca che ha posto fine, dopo la momentanea destinazione a reparto Covid, ai disagi di centinaia e centinaia di pazienti interessati alla somministrazione dei farmaci chemioterapici, provenienti non solo dalla provincia ionica.
Lo stesso reparto risulta oggi arricchito dal servizio aggiuntivo reso dal primario Prof. Pisconti e da quello psicologico, che interpretiamo quali segnali ulteriori di speranza in un reparto tornato alla normalità, in sicurezza, in luoghi nuovi dedicati, grazie anche al lavoro di tanti medici e dell’intero personale sanitario che ringraziamo per la loro abnegazione ed apporto.
Frattanto, allo stesso reparto, come Fnp Cisl Taranto Brindisi e Anteas (Associazione Nazionale tutte le età Attive per la Solidarietà) di Taranto, abbiamo fatto dono di due televisori, allo scopo di contribuire ad alleviare l’attesa dei numerosissimi ammalati, gran parte dei quali accompagnati.
Se in più circostanze abbiamo denunciato la non appropriatezza del Servizio sanitario nazionale e di quello regionale pugliese, in uno con la sostanziale impreparazione del sistema-Paese che, peraltro, continua a trascurare altre patologie, anche gravi, perpetuando ritardi e disagi a danno di moltissimi cittadini, il ritorno alla normalità del reparto Oncologia a Martina Franca ci consente di rilanciare con più forza la nostra vertenza sociale su tali questioni.
Chiediamo, intanto, che le Istituzioni a tutti i livelli, gli Enti locali fino agli Enti strumentali del territorio, come le Asl di Taranto e la Asl di Brindisi, rilancino una vera e propria corsa contro il tempo, che faccia recuperare loro i ritardi tanto strutturali quanto organizzativi finora accumulati nelle vaccinazioni e, così, salvare la vita agli anziani, soggetti a maggior rischio di contagio, vittime nel corso dell’ultimo anno di una vera e propria strage che ha determinato il 95,6 per cento dei decessi di persone in età superiore ai 60 anni.
Le nostre due Asl, oltretutto, chiaramente prive di una efficiente rete di medicina territoriale o di prossimità e di una qualificata integrazione di servizi socio-sanitari, sono ancora lontane dall’assicurare assistenza socio-sanitaria ai non autosufficienti i quali non sono solamente anziani, risultano, spesso, coinvolti in situazioni di fragilità, di solitudine e comunque meritano di essere tutelati e curati in quanto persone.
La persistente emergenza pandemica, dunque, non può né deve costituire alibi per limitarsi a gestire l’emergenza ma essere occasione di rilancio del dialogo sociale e di corresponsabilità sulle cose da fare mediante l’istituzione di tavoli tecnici.
Vanno necessariamente istituiti gli Ospedali di comunità, con particolare riguardo ai Comuni privi di strutture ospedaliere, primo passo per una redistribuzione dei carichi anche su altre strutture oltre a quelle oggi ritenute principali e, in ogni caso, va rivista radicalmente l’attuale organizzazione ospedaliera regionale pugliese, giacché è comprovato come essa, al netto persino della pandemia, non è affatto sufficiente a garantire livelli di assistenza accettabili e ne è prova, tra l’altro, il continuo intasamento dei Pronto soccorso.
Era il 20 gennaio 2020 quando in Conferenza Stato-Regioni venne sancita l'intesa sugli Ospedali di comunità, struttura pubblica con funzione intermedia tra la cura domiciliare e il ricovero ospedaliero per pazienti che, a seguito di un episodio di acuzie minori o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica.
In Puglia, le pochissime realtà esistenti danno ottimi risultati ma evidentemente insufficienti rispetto ai bisogni rilevati.
Appare del tutto evidente che sulle questioni suesposte ci attendiamo per il nostro territorio dalle istituzioni e dalla politica, risposte chiare, immediate, coerenti, in assenza delle quali sarà indifferibile come FNP CISL pensare a forme di protesta sociale e di mobilitazione, pur coerenti con le disposizioni sul distanziamento in vigore.

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