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Scuola. Gissi (Cisl): "Subito indicazioni chiare su bonus, card, e supplenze"

Roma, 13 settembre 2018. Evitare discriminazioni ingiustificate tra docenti di ruolo e precari: è stato preciso obiettivo della nostra azione contrattuale, chiediamo che sia sostenuto, laddove necessario, anche da opportuni interventi di natura legislativa. Una richiesta che ribadiamo alla luce di quanto dichiarato dal ministro Bussetti nella sua lunga video intervista a La Repubblica.it. Sul bonus il ministro ha chiarito senza ombra di dubbio che la decisione assunta d’intesa con i sindacati è di comprendere fra i destinatari anche il personale non di ruolo. Da quella decisione sono derivati i criteri con cui sono state assegnate a ogni singolo istituto scolastico le risorse per il bonus, ripartite in base a tutti i posti di organico e non solo a quelli occupati da personale di ruolo. Ora occorre essere coerenti e conseguenti anche nella gestione di quei fondi, sarebbe bene che dal MIUR arrivassero indicazioni esplicite e chiare in tal senso. Altro istituto contrattuale su cui agire è quello della card di 500 euro a copertura delle spese sostenute dai docenti per beni o attività funzionali al loro aggiornamento. La richiesta di estendere la card anche al personale precario - oltre che a quello educativo - non può certo cogliere di sorpresa il Ministro, essendo stata da tempo e più volte rappresentata all’Amministrazione. E si tratta di una richiesta su cui esiste, considerando il personale educativo e gli assunti sul terzo anno dei percorsi FIT, anche un ampio margine di copertura economica, almeno per l’anno scolastico che si sta avviando. Se c’è la volontà politica, è un problema che si può affrontare e risolvere da subito.Non se ne parla nell’intervista, ma un’altra questione su cui intervenire con urgenza è quella delle modalità con le quali in questi giorni si sta procedendo al conferimento delle supplenze sui posti liberi per l’intero anno, vacanti o solo disponibili in organico di fatto. Con l’art. 41 del contratto abbiamo fatto una scelta precisa, che punta a prevenire gli avvicendamenti in corso d’anno del personale, sia docente che ATA. È la disposizione grazie alla quale si può mettere fine, abbandonando la consuetudine delle nomine “fino all’avente diritto”, al conseguente carosello delle nomine, che tanto indigna le famiglie e gli stessi alunni. Nel contratto si stabilisce che ogni contratto a tempo determinato deve indicare la sua data di conclusione, legata evidentemente al tipo di assenza per la cui copertura viene stipulato. Purtroppo mancano ad oggi chiare indicazioni alle scuole e agli uffici territoriali su come questa novità va applicata; ne conseguono comportamenti difformi e disomogenei, dunque è indispensabile intervenire subito mettendo ordine a una situazione estremamente confusa. Firmando il contratto ci siamo assunti, come sindacati, le nostre responsabilità, l’Amministrazione faccia altrettanto. Infine il tema della legge di bilancio: comprensibile la cautela del ministro, che non ha voluto sbilanciarsi più di tanto, dicendosi lui per primo allergico alle facili promesse. Ma non c’è dubbio che quello della finanziaria sarà un passaggio di verifica importante per capire se e come tante affermazioni si tradurranno in fatti concreti. L’obiettivo di consolidare le acquisizioni contrattuali, già indicato da noi come assoluta priorità negli incontri col Ministro, non esaurisce certo le aspettative di una categoria che si appresta a vivere una nuova stagione di confronto e negoziato. Il percorso avviato con la firma del CCNL 2016/18 deve proseguire verso l’obiettivo di un più giusto e dignitoso riconoscimento del lavoro che si fa a scuola. Su questo attendiamo e valuteremo le risposte che verranno date con la legge di bilancio.

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