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Lavoro. 100 storie che guardano al futuro. La Fim Cisl tra i promotori de "La mappa celeste dell'Italia che c'è"

Roma 20 settembre 2018 - L'’iniziativa “la mappa celeste dell’Italia che c’è”  è nata da alcune riflessioni fatte dal professor Alessandro Rosina, da Stefano Granata, Ivana Pais, Emanuele Polizzi, Maria Chiara Prodi, Sergio Sorgi e Tommaso Vitale e promossa da diverse realtà tra le quali la Fim Cisl

L’Italia sta attraversando un periodo confuso e rischioso, nel quale sembra prevalere la logica corrosiva della divisione, dell’individuazione del nemico da combattere, con una visione del futuro comune che diventa sempre più buia.

Alessandro Rosina uno dei promotori,  ribadisce l’importanza di “contrapporre al rancore, alla rassegnazione e alla paura che chiude in difesa del presente, il desiderio di partecipare alla costruzione di un’Italia che mobiliti le energie positive del Paese. Il modo più concreto e solido per farlo è quello di mettere assieme chi nella sua azione sul territorio già sperimenta concretamente che l’apertura è più feconda della chiusura. Un’apertura da intendere su tre direttrici: verso il futuro, verso l’Europa e il mondo, verso l’altro”.

Andrea Donegà Segretario Generale della Fim Cisl Lombardia sottolinea l’importanza e il valore dell’iniziativa: ”è il momento di spezzare la pessima abitudine di dare risonanza alle notizie negative che contribuiscono ad alimentare odio e rancore. Noi vogliamo dare voce all’Italia che tutti i giorni, senza lamentarsi anche nelle difficoltà, contribuisce a far funzionare il Paese dando una speranza di futuro. La Fim è impegnata da tempo nel valorizzare il lavoro sostenibile dal punto di vista etico, economico e ambientale, via per traghettare le persone verso un Italia che dia opportunità a tutti”.

E’ questa Italia che ci si propone di far emergere la notte del 22 settembre, con 100 storie concrete, che aiutano a illuminare un futuro comune, raccontate da reti associative e persone che operano concretamente sul territorio, dando forza all’Italia che fa, che sa unire e che non accetta di diventare marginale rispetto ai percorsi più virtuosi di sviluppo inclusivo di questo secolo.

L’evento è aperto a tutti coloro che condividono questa impostazione e che dall’alba del 23 settembre sono pronti a lavorare assieme per un futuro in cui portare il meglio dell’Italia di oggi e dei desideri comuni da realizzare.

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