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Terziario. Contratti in scadenza a fine anno per oltre 4 milioni di lavoratori del commercio, turismo e servizi

Roma, 11 ottobre 2018 -  Entro la fine dell’anno scadranno contratti nazionali di lavoro per oltre 4 milioni di addetti del commercio, turismo e servizi a cui si aggiungono 3 milioni di lavoratori ancora in attesa del rinnovo, nella peggiore delle ipotesi, da quasi 5 anni. Obiettivo rinnovo contratti in casa Fisascat Cisl, riunita in Consiglio Generale a Roma per una valutazione dello scenario negoziale e per celebrare il 70° anniversario dalla fondazione del 12 ottobre 1948.
Il primo impegno sarà per la definizione delle proposte sindacali di rinnovo da presentare nelle prossime settimane alle associazioni imprenditoriali di settore, a cominciare dal contratto del terziario, distribuzione e servizi. Per la categoria cislina le priorità da elaborare nelle piattaforme unitarie, oltre agli incrementi salariali, sono legate ai sistemi di classificazione del personale, alle garanzie previdenziali con un ampliamento di quella complementare e al welfare riferito all’assistenza sanitaria integrativa, da proiettare alla long term care e alla dread desease, senza dimenticare una formazione sempre più 4.0, capitoli nei quali far ricadere il maggior numero possibile di strumenti capaci di dare respiro a lavoratori messi a dura prova dalla recessione degli ultimi anni. Grande attenzione anche al sostegno al reddito attraverso i fondi di solidarietà bilaterali, alle politiche attive per la formazione e la riqualificazione professionale ma anche alla conciliazione vita lavoro e alla bilateralità.
Sempre in primo piano, poi, la questione delle aperture domenicali e festive, tornata alla ribalta dopo la volontà espressa dal Governo di voler superale il Decreto Salva Italia sulle Liberalizzazioni del 2011 anche in vista della annunciata audizione dei sindacati confederali Cgil Cisl Uil e delle rispettive federazioni del commercio prevista per il prossimo 24 ottobre. Una sfida per la Fisascat Cisl da affrontare in sede negoziale, guardando ad una contrattazione capace anche di confrontarsi con gli Enti Locali oltre che con aziende e sindacati. Confronti da inserire nella nuova cornice di norme sul mercato del lavoro introdotte con il Decreto Dignità e delle scelte politiche che il Governo sta disegnando e che diverranno sempre più palesi dopo il varo del Def nei prossimi giorni.
«I contratti di lavoro del commercio, turismo e servizi dovranno avere la capacità di creare nuove forme di partecipazione, attraverso il rafforzamento delle relazioni sindacali a tutti i livelli, offrendo strumenti al decentramento contrattuale, una più efficace gestione dei sistemi bilaterali nazionali e locali nonché forme avanzate di tutela lavorativa e sociale» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini nell’intervento introduttivo ai lavori sottolineando che «il commercio, il turismo e i servizi sono settori con una prevalenza di occupazione femminile e questo rappresenta una ulteriore sfida» e come sia necessario «recepire nei contratti le esigenze di una maggiore conciliazione vita-lavoro ma anche superare il gap salariale che nel settore privato tocca quota 17,9%».
Per Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl intervenuta all’assise «il ruolo del sindacato e della contrattazione è ancora più importante per correggere le distorsioni di una globalizzazione selvaggia che rischia di scaricarsi sui più deboli». La leader della Cisl ha ribadito che «bisogna saper conciliare la produttività, competizione e qualità dei servizi, mettendo sempre al centro la tutela del lavoro che non è contraria alla modernità. Questo è il ruolo del sindacato».

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