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Scuola. Gissi (Cisl): "Progetti chiari sulla questione reclutamento"

Roma, 5 dicembre 2018. Le misure riguardanti il reclutamento dei docenti che il Governo ha inserito in legge di bilancio sono parziali e limitate, comunque non risolutive di problemi che si trascinano da anni, in un susseguirsi di interventi mossi da velleità che si sono sempre rivelate, alla prova dei fatti, inconcludenti. Serve definire un sistema affidabile, efficace, trasparente, che assicuri al sistema una buona qualità di apporto professionale, favorendo al tempo stesso stabilità del lavoro e del servizio.Queste le premesse a partire dalle quali la CISL Scuola ha messo a punto in un dossier una sua proposta, che ripropone, rivisitandola, l'esperienza del doppio canale di reclutamento dei docenti. "L'idea di un reclutamento affidato all'unico canale dei concorsi ordinari - spiega Maddalena Gissi - si è rivelata nei fatti inefficace, come dimostrano i dati raccolti e sintetizzati nel nostro dossier. Al flop delle assunzioni verificatosi quest'anno, si affianca un lievitare del ricorso a supplenze che toccherà quest'anno il suo record, con oltre 150.000 precari in servizio. E questo nonostante una legge che avrebbe dovuto mettere fine alla supplentite, nonostante il progressivo, anche se lento, svuotamento delle GAE, nonostante due tornate concorsuali ordinarie. Non si riescono a fare assunzioni in ruolo, si ricorre in modo abnorme al lavoro precario, creando le premesse per contenziosi senza fine"."Noi pensiamo che al concorso ordinario, da confermare come procedura di cui va garantita una periodicità regolare, debba affiancarsi un canale che valorizzi l'esperienza di lavoro precario, spesso di durata pluriennale, garantendo una stabilizzazione che sia anche legata a efficaci e contestuali percorsi di formazione. Bene il superamento dei FIT pluriennali - conclude la segretaria generale CISL Scuola - ma senza un progetto complessivo chiaro, per tutti i gradi di scuola, e azioni tempestive, non si fanno passi decisivi in avanti. Purtroppo si è perso tempo, il rischio che il prossimo anno scolastico veda riproporsi le stesse criticità di sempre si può purtroppo considerare una certezza".

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