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Agroalimentare. Rota (Cisl): "Centinaio riveda posizione su caporalato"

Roma, 20 dicembre 2018. “Quello del Ministro Centinaio è un atteggiamento irresponsabile. Oggi ha ribadito che la legge sul caporalato è una legge di civiltà. Se ha cambiato idea ci fa piacere, perché è stato lui stesso nei mesi scorsi a invocarne la modifica e a giudicarla inutile burocrazia. Poi ha detto che in Australia siamo considerati schiavisti perché la raccolta del pomodoro da noi sarebbe fatta dagli schiavi, e ha invitato ‘i sindacalisti da salotto ad alzare il culo ed andare nei territori’. Come a dire che i sindacati non sono nei territori, e che se esiste il caporalato sarebbe colpa del poco lavoro dei sindacalisti. Tutto questo pur sapendo che i sindacalisti sono davvero l’ultimo presidio reale, assieme alle forze dell’ordine, rimasto sui territori, e che non a caso la stessa legge 199 è stata una conquista fortemente invocata dalle parti sociali. L’esecutivo ha snobbato per mesi gli appelli dei sindacati, e non li ha neanche considerati parte integrante del Tavolo sul caporalato, visto che parti datoriali e rappresentanti dei lavoratori ne faranno parte soltanto, al massimo, come uditori. Direi che nessuno dovrebbe permettersi, specialmente in questo momento, di alzare i toni e gettare fango su chi rappresenta il lavoro e i lavoratori. Con le battute ad effetto non si governa, non si gestiscono fenomeni così complessi come il caporalato. Quello che serve è un linguaggio di verità, che racconti come stanno realmente le cose agli italiani, e persone che sappiano affrontarle con profondo senso di responsabilità. La legge c’è e le buone pratiche non mancano. È da lì che dobbiamo ripartire”.Così Onofrio Rota, segretario generale della Fai Cisl, sulla pagina Facebook della federazione agroalimentare ambientale della Cisl.

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