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Terziario. Guarini (Fisascat Cisl): "Al via settimana di mobilitazione sindacale"

 

Roma, 26 maggio 2019.  Settimana di mobilitazione sindacale nei settori del terziario e dei servizi. Numerose le vertenze aperte nella grande distribuzione organizzata approdate da tempo al ministero dello Sviluppo Economico dove nei prossimi giorni si aggiorneranno i tavoli di crisi attivati dal dicastero su sollecitazione dei sindacati di categoria Cgil Cisl e Uil.
Il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini sollecita «maggiore attenzione da parte della politica e delle istituzioni al settore del terziario e dei servizi che oggi in Italia risulta essere di tutto rilievo sia per dimensioni occupazionali che in termini di fatturato». «La troppa precarizzazione, la flessibilità non governata e i fenomeni di dumping contrattuale – ha sottolineato il sindacalista - si riverberano sulle tante lavoratrici e lavoratori che quotidianamente sono chiamati a svolgere la propria attività per garantire servizi di qualità». «Continueremo con tenacia nella nostra azione sindacale di tutela e valorizzazione delle tante persone che svolgono quotidianamente con responsabilità il loro lavoro come saremo in prima linea per assicurare il massimo accesso agli ammortizzatori sociali e  garantire il mantenimento dei livelli occupazionali» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini sottolineando «l’urgenza di rinnovare i contratti nazionali scaduti e di dare seguito alle previsioni della contrattazione di settore nella gestione delle crisi aziendali».
Si parte domani 27 maggio alle ore 15.30 con la vertenza che ha coinvolto i 1800 lavoratori dei 55 punti vendita Shernon Holding ex Mercatone Uno dopo la sentenza di fallimento decretata dal Tribunale di Milano. I lavoratori, appreso nella notte via social della chiusura dei negozi, hanno partecipato ai diversi presidi e sit in organizzati da Filcams, Fisascat e Uiltucs davanti i punti vendita. E’ previsto anche un sit-in a Roma concomitante al confronto al Mise.
Martedì 28 maggio alle ore 10.00 sarà la volta del tavolo sulla maxi operazione di acquisizione Conad/Auchan che coinvolge complessivamente 18mila lavoratori; i sindacati, che hanno organizzato un presidio sotto le finestre del ministero, chiederanno a Conad impegni certi sul destino occupazionale dei dipendenti mentre cresce l’apprensione per gli effetti collaterali della cessione sulla rete dei 1300 punti vendita affiliati Simply e Sma e sul futuro lavorativo dei circa 6500 addetti. Nella stessa giornata i sindacati hanno intanto proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori degli ipermercati Auchan e lo sciopero territoriale dei lavoratori Simply, Sma e Auchan.
Appuntamento al 31 maggio ore 9.30 a Roma in Piazza Bocca della Verità con la manifestazione dei lavoratori delle imprese di pulizia, servizi integrati, multiservizi organizzata dai sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti nella giornata dello sciopero dei 600mila addetti del comparto da oltre sei anni senza il contratto nazionale di lavoro scaduto il 30 aprile 2013. #ContrattoAdesso è l’hastag della protesta che registrerà la partecipazione di oltre 7mila lavoratori provenienti da tutta Italia.
Sullo sfondo la protesta confederale Cgil Cisl e Uil contro il Decreto Sblocca Cantieri prevista per il 28 maggio alle ore 9.30 in Piazza Monte Citorio a Roma; i sindacati puntano il dito vs il provvedimento che ripristina il massimo ribasso per l’aggiudicazione e allarga il ricorso al subappalto senza indicazione dei subappaltatori, con ripercussioni drastiche per i lavoratori del settore dei servizi in appalto già particolarmente esposto al dumping contrattuale e alla riduzione dell’orario di lavoro e dei salari.
Il 30 e 31 maggio a Roma incroceranno le braccia anche i 2500 lavoratori delle mense scolastiche della Capitale; «il bando di gara – denunciano le segreterie territoriali Roma e Lazio Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti - non garantisce diritti salariali e occupazionali dei dipendenti e allo stesso tempo abbassa la qualità dei servizi».

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