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Grandi navi a Venezia. Garofalo (Femca Cisl): “Conciliare turismo, ambiente e industria”

8 giugno 2019 - “L’incidente di domenica scorsa a Venezia ha messo tutti d’accordo: le grandi navi non possono più passare lungo il canale della Giudecca ed entrare in Bacino San Marco. È indubbio che il turismo va preservato, perché rappresenta una risorsa irrinunciabile per tutta l’area veneziana. Quale soluzione adottare?”. Se lo chiede Nora Garofalo, segretaria generale della Femca Cisl.  “Una delle proposte avanzate - prosegue - appare la classica toppa peggiore del buco: dirottare su Porto Marghera le grandi navi vorrebbe dire davvero mettere a rischio il delicato sistema lagunare dando un colpo durissimo alle prospettive di sviluppo dell’industria del territorio, affossandola definitivamente. A Marghera, infatti, è in corso un complesso processo di reindustrializzazione e di riconversione con numerosi investimenti. La raffineria dell’Eni, ad esempio, adesso produce biocarburanti di alta qualità ricavati da oli vegetali esausti e biomasse. Si tratta – spiega Garofalo - del primo esempio al mondo di trasformazione di una raffineria convenzionale in ‘raffineria green’, bioraffineria, un caso virtuoso di economia circolare. È quindi necessario preservare il tessuto industriale di Porto Marghera, composto da attività produttive avviate, soprattutto nel campo della chimica e della raffineria, che danno occupazione a migliaia di addetti. Immaginare che nello stesso canale possano transitare insieme le navi al servizio della zona industriali e le grandi navi cariche di passeggeri appare quantomai poco opportuno. Pensare di ricevere ed ospitare un flusso così intenso di turisti a ridosso dell’area industriale appare, per varie ragioni, ancora più inopportuno. Sappiamo che sul tavolo ci sono numerose opzioni: il ministro Toninelli e tutti i soggetti interessati si attivino subito, magari nell’ambito della Cabina di regia istituita presso la Città Metropolitana, e trovino una soluzione in grado di conciliare l’attività turistica, la tutela dell’ambiente, la sicurezza dei turisti, dei lavoratori e dei cittadini con l’attività produttiva di Porto Marghera”, conclude il segretario generale della Femca-Cisl. “L’incidente di domenica scorsa a Venezia ha messo tutti d’accordo: le grandi navi non possono più passare lungo il canale della Giudecca ed entrare in Bacino San Marco. È indubbio che il turismo va preservato, perché rappresenta una risorsa irrinunciabile per tutta l’area veneziana. Quale soluzione adottare?”. Se lo chiede Nora Garofalo, segretaria generale della Femca Cisl.  “Una delle proposte avanzate - prosegue - appare la classica toppa peggiore del buco: dirottare su Porto Marghera le grandi navi vorrebbe dire davvero mettere a rischio il delicato sistema lagunare dando un colpo durissimo alle prospettive di sviluppo dell’industria del territorio, affossandola definitivamente. A Marghera, infatti, è in corso un complesso processo di reindustrializzazione e di riconversione con numerosi investimenti. La raffineria dell’Eni, ad esempio, adesso produce biocarburanti di alta qualità ricavati da oli vegetali esausti e biomasse. Si tratta – spiega Garofalo - del primo esempio al mondo di trasformazione di una raffineria convenzionale in ‘raffineria green’, bioraffineria, un caso virtuoso di economia circolare. È quindi necessario preservare il tessuto industriale di Porto Marghera, composto da attività produttive avviate, soprattutto nel campo della chimica e della raffineria, che danno occupazione a migliaia di addetti. Immaginare che nello stesso canale possano transitare insieme le navi al servizio della zona industriali e le grandi navi cariche di passeggeri appare quantomai poco opportuno. Pensare di ricevere ed ospitare un flusso così intenso di turisti a ridosso dell’area industriale appare, per varie ragioni, ancora più inopportuno. Sappiamo che sul tavolo ci sono numerose opzioni: il ministro Toninelli e tutti i soggetti interessati si attivino subito, magari nell’ambito della Cabina di regia istituita presso la Città Metropolitana, e trovino una soluzione in grado di conciliare l’attività turistica, la tutela dell’ambiente, la sicurezza dei turisti, dei lavoratori e dei cittadini con l’attività produttiva di Porto Marghera”, conclude il segretario generale della Femca-Cisl.

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