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Metalmeccanici. Bentivogli (Cisl): "Governo mortifica lavoro e imprese, venerdì sciopero!"

Roma, 10 giugno  2019. Crolla ancora la produzione industriale e il Governo è ancora in campagna elettorale. I lavoratori metalmeccanici sciopereranno in tutta Italia venerdì 14 giugno con tre grandi manifestazioni che si terranno, contemporaneamente, nelle piazze di Milano, Firenze e Napoli. Lo sciopero generale di 8 ore e le tre manifestazioni sono necessarie per dare una  sveglia al  governo, e alla politica, da mesi ormai in perenne campagna elettorale. Una situazione che sta logorando la tenuta sociale ed economica del Paese, minando la credibilità dell’Italia a livello internazionale e mortificando il lavoro e le imprese. E’ necessario uscire da questa situazione e rimettere subito al centro dell’azione di governo industria e lavoratori: investimenti, snellimento burocratico, accesso al credito, costi dell’energia, sostenibilità ambientale, formazione, sostegno all’export sono solo alcuni dei capitoli completamente abbandonati dal Governo in questi mesi e che rischiano di far ripiombare il paese in una crisi pesantissima, che pagherebbero lavoratori, famiglie e imprese. Proprio oggi l’Istat certifica, per il secondo mese consecutivo, una flessione congiunturale della produzione industriale con un calo dello 0,7% rispetto a marzo e dell’1.5% da inizio anno. A questo si somma la drastica e preoccupante frenata del settore dell’automotive con -17,1% rispetto allo stesso mese del 2018. Un problema che, sommato alla crisi della produzione di acciaio e alle oltre 162 vertenze aperte presso il MiSE - un dato tra i più alti dal 2012 - da la misura dell’emergenza. Un’emergenza a cui il Governo non sta dando alcuna risposta e, anzi, molte delle vertenze che sono riesplose, Whirlpool, Aferpi,  Piaggio Aero,  Sider Alloys, Arcelor Mittal solo per citarne alcune, hanno come comune denominatore la totale assenza di Governo e Ministero che, da quando si è insediato, non ha seguito questi delicati dossier che necessitavano di un lavoro quotidiano di verifica, monitoraggio e gestione. Stiamo parlando di oltre 200 mila lavoratori coinvolti direttamente ai quali vanno aggiunti i lavoratori delle migliaia di aziende dell’indotto e delle PMI lasciate completamente sole. La consumata vicenda della mancata fusione tra Fca e Renault, in cui il governo è stato latitante, è un altro segnale dello stato d’abbandono e totale noncuranza rispetto a partite strategiche così importanti per il lavoro e il Paese: il settore auto genera il 3% di PIL, senza contare l’indotto.  A questa situazione si aggiunge il dato della disoccupazione giovanile a cui non è stata data nessuna risposta e lo stato di abbandono del Mezzogiorno d’Italia che continua ad arretrare rispetto al resto del Paese.  Drammatico il dato delle morti sul lavoro, con una media di 3 morti al giorno. E’ di oggi la notizia della morte di un operaio di appena 33 anni ad Ancona. Nella sola Lombardia, dove si terrà una delle tre manifestazioni che attraverseranno Milano partendo da piazza Venezia per arrivare a Piazza Duomo dove si terrà il comizio, sono 48 le morti sul lavoro da inizio anno. Una strage intollerabile in un Paese come l’Italia tra i più sviluppati al mondo. Per queste ragioni saremo in Piazza venerdì 14, servono risposte immediate su occupazione e investimenti. Il Paese non può più aspettare e non può rischiare l’arretramento industriale a cui seguirebbe anche il declino sociale                                    

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