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Chimici. Paletta (Cisl): "Occupazione a rischio per Johnson & Johnson"

Roma, 12 giugno 2019. Ha preso il via lunedì, con un incontro presso la sede di Unindustria Roma, la procedura per la riduzione del personale dello stabilimento Johnson&Johnson Consumer di Santa Palomba, a Pomezia (Roma). All’incontro erano presenti, tra gli altri, i vertici della società e i sindacati di categoria. “Si tratta di una vertenza difficile e delicata – spiega Ada Paletta, segretaria generale aggiunta della Femca-Cisl di Roma – che seguiamo con grande attenzione e preoccupazione dopo l’annuncio di esuberi da parte della società. L’impatto occupazionale derivante da questa decisione aziendale sarà di circa 70 unità su un totale di 550 dipendenti, dei quali 450 lavoratori a tempo indeterminato e circa 100 lavoratori tra tempo determinato, staff leasing e somministrati. Una decisione che i vertici della società giustificano con il cambio di strategia commerciale e con il conseguente nuovo modello di business a livello mondiale. J&J Consumer, infatti, ha annunciato il depotenziamento degli investimenti nel mass market (essential health) a vantaggio dei prodotti del canale farmacia e di quello dedicato alla cura della pelle. Una strategia che penalizza lo stabilimento di Santa Palomba, che ha nell’essential health il proprio punto di forza, e che getta ombre inquietanti sul futuro dello stabilimento di Pomezia, fiore all’occhiello dell’industria della regione”. Nella categoria della Cisl non si nasconde la preoccupazione per le prospettive del settore. La J&J Consumer di Santa Palomba applica il contratto collettivo Chimico/Farmaceutico e rappresenta il fiore all’occhiello delle imprese manifatturiere del nostro Paese: “Il nostro è uno dei Paesi Europei a maggiore vocazione manufatturiera – spiega Lorenzo Zoli, segretario della Femca nazionale – e le imprese come J&J Consumer rappresentano un asset strategico per l’economia nazionale. Le crisi in molte realtà industriali del settore, oltre agli esuberi annunciati dalla J&J~rischiano di demolire il nostro primato, con seri problemi per la tenuta occupazionale. Difendere questo tassello importante della nostra economia è la priorità della Femca e deve essere la priorità anche per il governo: non si può disperdere un patrimonio di eccellenze che vede crescere costantemente la produzione e l’export", ha concluso Zoli.

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