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Terziario. Guarini (Fist Cisl): "Amazon. Il tribunale di Piacenza respinge il ricorso dei lavoratori in somministrazione"


Roma, 12 luglio 2019.  «E’ solo un primo orientamento ma ci sono tutte le carte in regola per ricorrere in appello e per restituire dignità ai lavoratori in somministrazione utilizzati da Amazon oltre il contingentamento stabilito dalle norme di legge e della contrattazione nazionale di settore». Così il segretario generale della Fist Cisl Davide Guarini ha commentato la sentenza del Giudice del Tribunale di Piacenza che ad oggi ha respinto il ricorso presentato da una ventina di lavoratori, mentre sono attese le sentenze che complessivamente riguardano i ricorsi presentati da 180 lavoratori, dei 245 coinvolti, tra Milano e la provincia emiliana. «La sentenza del Giudice del Tribunale di Piacenza – sottolinea il sindacalista - tiene conto della previsione normativa del termine di 60 giorni per impugnare il contratto e 180 per ricorrere in Tribunale  dalla data di cessazione del rapporto di lavoro - avvenuta nel dicembre 2017 - però considerare che solo nel mese di giugno 2018, ossia a sei mesi dal termine del rapporto di lavoro, l’Ispettorato del Lavoro ha accertato il numero dei lavoratori effettivamente coinvolti dall’abuso operato dal colosso dell’e-commerce». «Tale interpretazione potrebbe rappresentare un precedente grave e pericoloso – ha concluso Guarini – basandosi di fatto su una contraddizione di Legge che non consente ai lavoratori di esercitare un diritto di tutela stabilito dal contratto nazionale e dalle norme vigenti con il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato».«E’ solo un primo orientamento ma ci sono tutte le carte in regola per ricorrere in appello e per restituire dignità ai lavoratori in somministrazione utilizzati da Amazon oltre il contingentamento stabilito dalle norme di legge e della contrattazione nazionale di settore». Così il segretario generale della Fist Cisl Davide Guarini ha commentato la sentenza del Giudice del Tribunale di Piacenza che ad oggi ha respinto il ricorso presentato da una ventina di lavoratori, mentre sono attese le sentenze che complessivamente riguardano i ricorsi presentati da 180 lavoratori, dei 245 coinvolti, tra Milano e la provincia emiliana. «La sentenza del Giudice del Tribunale di Piacenza – sottolinea il sindacalista - tiene conto della previsione normativa del termine di 60 giorni per impugnare il contratto e 180 per ricorrere in Tribunale  dalla data di cessazione del rapporto di lavoro - avvenuta nel dicembre 2017 - però considerare che solo nel mese di giugno 2018, ossia a sei mesi dal termine del rapporto di lavoro, l’Ispettorato del Lavoro ha accertato il numero dei lavoratori effettivamente coinvolti dall’abuso operato dal colosso dell’e-commerce». «Tale interpretazione potrebbe rappresentare un precedente grave e pericoloso – ha concluso Guarini – basandosi di fatto su una contraddizione di Legge che non consente ai lavoratori di esercitare un diritto di tutela stabilito dal contratto nazionale e dalle norme vigenti con il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato».

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