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Pesca. Al via la campagna “porto sicuro” della Fai Cisl

Roma, 26 luglio 2019 – È stata presentata questa mattina la campagna della Fai Cisl “Porto Sicuro” per presidiare, con recapiti permanenti, le principali marinerie italiane e fornire assistenza e formazione alle lavoratrici e ai lavoratori della pesca. “Un progetto – ha detto il Segretario generale Onofrio Rota – con cui facciamo in modo che il sindacato rappresenti un faro, un punto di riferimento per i pescatori, avviando un’azione di prossimità e di presidio del territorio che rafforza il contributo delle parti sociali a sostegno dei lavoratori e del settore”.
La federazione sarà impegnata con oltre 40 operatori in 70 porti per confrontarsi con i pescatori su tutele, norme, diritti. Lavoro usurante, ammortizzatori sociali, applicazione del Testo Unico sulla sicurezza, fondi integrativi sanitari e per la pensione complementare, requisiti pensionistici, innovazione tecnologica, ricambio generazionale: questi gli aspetti principali che saranno affrontati. Proprio al ricambio generazionale sarà dedicata particolare attenzione. “Circa 6600 lavoratori su 25 mila hanno più di 56 anni – ha spiegato il Segretario nazionale Silvano Giangiacomi – e solo il 12% è sotto i 30 anni. Le giovani generazioni sono la metà di coloro che andranno in pensione nei prossimi anni, tra l’altro con pensioni non adeguate, che ad esempio per la piccola pesca si aggirano anche sulle 450 euro: con i giovani dobbiamo rivendicare un sistema migliore, e nel frattempo vanno implementati la bilateralità e i fondi integrativi sanitari, che garantiscono interventi sia per il pescatore che per il suo nucleo familiare”.
Il progetto “Porto Sicuro”, che nasce nell’ambito del Programma nazionale triennale 2017-2019 della Pesca e dell’Acquacoltura finanziato dal Mipaaft, prevede anche uno studio sulle condizioni di lavoro. “La ricerca – ha detto Ludovico Ferro, della Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche – terrà conto dei diversi periodi di lavoro e tipologie di pesca e impresa, tutti fattori legati alle varie normative anche internazionali ed europee, e consisterà nella raccolta dei dati con questionari anonimi, con metodologie di osservazione diretta e con interviste al personale imbarcato, che confluiranno poi in una pubblicazione di carattere scientifico e divulgativo”.
“Il nostro impegno – ha concluso Onofrio Rota – si concentra con la campagna Porto Sicuro su tre aspetti fondamentali: assistenza, formazione e informazione. La federazione sta facendo uno sforzo per intervenire a favore dei 25 mila lavoratori della pesca e delle giovani generazioni, e sarà affiancata in alcuni presìdi anche da operatori dei servizi Cisl Inas, Caf e Adiconsum. Vale la pena ricordare che al ristorante se mangiamo pesce 7 volte su 10 non è italiano, importiamo il 73% dei prodotti ittici consumati nonostante il nostro Paese sia composto da oltre 8 mila chilometri di coste. Anche per questo, accanto alla salvaguardia dell’ecosistema marino, è importante per le imprese spingere sulla qualità di prodotto, sull’accorciamento delle filiere e sulla tracciabilità, e per i consumatori divenire sempre più consapevoli”.

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