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Casa. Falotico (Sicet Cisl): "Piano Casa Mia. Aperti a discussione su proposta M5S ma senza altri sacrifici per lavoratori"


Roma, 29 luglio 2019. "Il super piano da 80 miliardi lanciato dai rappresentanti di governo del M5s per 600 mila alloggi popolari è ambizioso ma nasce con un difetto: è pagato dai soliti noti, ovvero i lavoratori italiani". È quanto dichiara il segretario generale del Sicet Cisl, Nino Falotico, aggiungendo che "il proposito di incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica non può che vederci favorevoli, ma - osserva Falotico - troviamo paradossale che, mentre la proposta del M5s prevede che a finanziare gran parte del piano siano i lavoratori con una trattenuta in busta paga fino al 4 per mille, non si avverta la necessità di un confronto politico e tecnico con i rappresentati confederali dei lavoratori e degli inquilini". 
"Non c'è dubbio che in Italia servono più case popolari per dare una risposta strutturale alla domanda di case a canone agevolato e per ridurre il gap che ci divide dagli altri paesi europei. Nel nostro paese, infatti, solo il 3,4 per cento del patrimonio abitativo fa capo agli ex Iacp e ai Comuni, mentre tale percentuale sale al 15 per cento in Francia e al 17 per cento nel Regno Unito. Ci permettiamo però di osservare - continua il segretario del Sicet Cisl - che un piano di tale portata debba essere finanziato più dalla grande proprietà che dai lavoratori, magari con una tassa di scopo e una calibrata politica di detrazioni per gli inquilini per far emergere molti miliardi di evasione fiscale". 
"Allo stesso tempo sarebbe utile capire meglio se si tratta di alloggi ex novo o della ristrutturazione del patrimonio esistente inutilizzato. Il vice premier Di Maio pare propendere per questa seconda ipotesi ma da nostri calcoli non si andrebbe oltre la ristrutturazione di 20 mila alloggi al momento inutilizzabili a fronte di 600 mila famiglie che sono in lista di attesa. Allo stesso tempo andranno fatte attente valutazioni sul consumo di suolo e sulla rigenerazione del tessuto urbano esistente. Per questo riteniamo che non si possa prescindere da un ampio confronto con le parti sociali - conclude Falotico - con l'obiettivo di mettere correttamente a fuoco i contenuti della proposta".

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