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Istruzione. Gissi (Cisl Scuola): "il ruolo del personale Ata fondamentale per una scuola di qualità"

Roma, 9 agosto 2019 - Le vicende del decreto precari hanno visto concentrarsi l’attenzione, in questi giorni, prevalentemente sul versante del personale docente. Ma non meno importanti sono le questioni riguardanti il personale ATA, messe in luce anche da una attenta lettura dei dati relativi alle immissioni in ruolo previste per il prossimo anno scolastico. Ancora una volta viene disattesa la nostra richiesta di una politica delle assunzioni che consenta la copertura dei posti vacanti con personale di ruolo, obiettivo che resta ben lontano da raggiungere, visto che le assunzioni autorizzate rappresentano solo il 45% scarso delle effettive disponibilità. Il tutto in un contesto di organici bloccati, anzi in realtà ridotti come organico di diritto salvo poi colmarne in organico di fatto le vistose lacune, che impedirebbero la piena funzionalità dei servizi amministrativi e ausiliari. È il segno evidente di come manchi tuttora una piena consapevolezza di quanto siano importanti le funzioni svolte da chi lavora negli uffici di segreteria delle scuole, oberati negli ultimi anni da sempre più numerose e complesse competenze, senza adeguati supporti tecnici e formativi. Una situazione che rende quanto mai indispensabile uno sforzo deciso in direzione della semplificazione burocratica e amministrativa. Parimenti ignorate o sottovalutate le funzioni svolte dai collaboratori scolastici, che sempre più si vanno orientando sul versante dell’assistenza alla persona, in particolare per gli alunni con disabilità.
L’intesa di palazzo Chigi del 24 aprile scorso contiene, fra l’altro, anche un preciso riferimento agli Assistenti Amministrativi che da anni svolgono funzioni da Direttore dei Servizi (DSGA), per i quali abbiamo chiesto la definizione di un percorso semplificato e riservato, parallelo al concorso ordinario, che ne valorizzi il lavoro svolto in tutti questi anni in cui hanno contribuito attivamente al funzionamento delle scuole. Non ci sono state le condizioni perché le nostre richieste in tal senso fossero recepite nel decreto precari, ed è evidente che ora il precipitare della situazione politica apre scenari certamente non facili e densi di incognite anche rispetto alla nostra iniziativa, che comunque proseguirà con determinazione su questo obiettivo sia nei confronti del MIUR che in tutte le altre sedi di confronto politico. Allo stesso modo non viene meno il nostro impegno per l’attivazione delle procedure contrattuali sulla mobilità professionale, per la riattribuzione delle posizioni economiche bloccate da anni nonostante ci siano le risorse contrattuali disponibili, per una formazione di qualità in ingresso e in servizio per tutti i profili dell’area ATA.

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