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Contratti. Papotto (Cisl Medici): "Vogliamo che l’Italia ed il sistema sanitario siano ancora un punto di riferimento assoluto"

Roma, 10 Ottobre 2019 - "Nessuna categoria ha dovuto aspettare dieci anni per vedere qualche misero adeguamento retributivo e la Cisl Medici, dopo molte resistenze,  ha acconsentito a firmare  non certo per i lauti aumenti, ma solo perché c’erano evidenti miglioramenti in previsione riguardo ai giovani colleghi e altre novità positive" Così il Segretario generale della Cisl Medici, Biagio Papotto sull'annoso tema del rinnovo dei contratti.
"Come Cisl Medici - prosegue Papotto -  abbiamo la faccia tosta di rimarcare che il contratto appena firmato era già scaduto, che nella nota di aggiornamento al DEF ci sono risorse largamente insufficienti per i contratti, che gli sbandierati due miliardi in più sono solo la conferma di quanto doveva già esserci e che il Sistena Sanitario Nazionale ha assoluta di essere profondamente aiutato a risollevarsi, con robuste iniezioni di personale, in tutti i ruoli.
Devono essere rivisti i calcoli per il numero chiuso, per le scuole di specializzazione e devono sparire le miopi tendenze ai tagli lineari, al risparmio immediato ed effimero che può essere vantato sul momento, salvo poi far pagare “lacrime e sangue” a tutti i contribuenti quando le cose vanno inevitabilmente a finir male.
La CISL Medici ha predisposto lettere di richiesta d’incontro ai ministri competenti in tema di Salute, Funzione Pubblica e Affari Regionali. Andremo a spiegare le nostre idee, a chiedere rassicurazioni non solo economiche ma anche normative e di largo respiro, convinti come siamo che il sistema sanitario debba essere assolutamente universalistico e solidale, equilibrato su tutto il territorio nazionale, senza vacue “fughe in avanti” e rischiosi egoismi di politica locale.
Noi vogliamo tutto questo, Noi "Vogliamo che l’Italia e la sua sanità siano ancora un punto di riferimento assoluto. Nonostante i politici che evidentemente ancora non l’hanno capito" - copnclude Papotto.

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