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Trasporto aereo. Fit Cisl: "Alitalia intervenga su fornitori che non rispettano il contratto"

Roma, 24 ottobre 2019 – “Se Alitalia, in quanto committente che risponde in solido, non agisce sul fornitore dei servizi di catering che sceglie quali previsioni contrattuali applicare e quali no, ci vedremo costretti a chiamarla alle proprie responsabilità”, così dichiara la Fit-Cisl in merito al trattamento in pejus rispetto al contratto di settore riservato alle lavoratrici e ai lavoratori che dovessero avere problemi di salute.
“La società di catering scelta dai Commissari – prosegue la Federazione dei trasporti cislina - ha stabilito che, nell’anno, il lavoratore non abbia i primi tre giorni di malattia pagati al 100% se si ammala per la terza volta. Insomma, oltre al danno anche la beffa. Questo comportamento vìola l’articolo 43 del contratto collettivo nazionale del Trasporto aereo/parte specifica Catering aereo e causa un grave danno a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori con patologie croniche o recidivanti.
Come sindacato non possiamo accettare un simile trattamento unilaterale, che crea per giunta un pericoloso precedente, spingendo altre aziende del settore a tagliare il costo del lavoro usando mezzi simili”.
Conclude la Fit-Cisl: “Le lavoratrici e i lavoratori in questione non possono subire il danno derivante dalla malattia e la beffa dal datore di lavoro che, contrariamente a quanto accade nel settore, decide unilateralmente di non riconoscere i sacrosanti diritti delle maestranze. Chiediamo che Alitalia intervenga immediatamente, in quanto committente di questa impresa. Come Federazione, infatti, abbiamo sempre preteso che i committenti non si voltino dall’altra parte, perché al contrario devono sentirsi responsabili e pretendere che i contratti di settore siano rispettati non solo al proprio interno ma anche dalle proprie aziende appaltatrici”.

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