Terziario. Guarini (Fisascat Cisl): " Terzo settore socio sanitario assistenziale educativo. Rinnovato il Contratto Nazionale Uneba"

Roma, 11 dicembre 2019.  Svolta contrattuale per i 45mila dipendenti degli oltre 900 enti associati ad Uneba, una delle organizzazioni imprenditoriali rappresentative del settore socio sanitario assistenziale educativo privato. Al termine di due giorni di trattativa non stop ad Abano Terme, i sindacati di categoria Fp Cgil, Fp Cisl, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uil Fpl hanno siglato con la direzione imprenditoriale il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto nel 2012, con vigenza retroattiva per il triennio giuridico 2017/2019.
L’ipotesi di accordo, che verrà sottoposta alla consultazione dei lavoratori, contempla un aumento economico a regime di 80,00€ al 4S livello, di cui 70,00€ di incremento tabellare per 14 mensilità, riparametrati per tutte le altre categorie e posizioni economiche; 50€ saranno erogati nel 2020 (20€ con la retribuzione di gennaio 2020, 30€ con la retribuzione del mese di dicembre 2020) mentre 30€, a garanzia dell’effettivo decollo della contrattazione integrativa, di cui 20€ erogati in busta paga nel 2021 in assenza di accordo di secondo livello. Ai lavoratori verrà erogato in un’unica rata il 1° febbraio 2021un importo una-tantum per il periodo pregresso di vacanza contrattuale pari a 100,00€ per tutti i lavoratori.
Sul welfare è previsto il rafforzamento dell’assistenza sanitaria integrativa dal 1/07/2020 con 2€ in più, 1€ a carico del lavoratore e 1€ a carico aziendale in aggiunta agli attuali 5€ già destinati con il precedente rinnovo contrattuale.
Una commissione paritetica nazionale all’uopo costituita che si riunirà entro sei mesi dalla firma del contratto nazionale avrà il compito di strutturare definitivamente e di avviare la previdenza integrativa, nonché di riorganizzare il sistema dell’assistenza sanitaria integrativa entro il 31 dicembre 2020. Oggetto di confronto in commissione paritetica sarà anche la ridefinizione e rimodulazione dell’istituto degli scatti di anzianità, dal 1° giugno 2020 al 31 dicembre 2022, per collegarlo all’effettiva crescita professionale, misurata in modo concreto e oggettivo.
Tra le novità normative introdotte con l’intesa il rafforzamento della contrattazione decentrata, il riconoscimento dei tempi di vestizione in orario di lavoro, l’introduzione della banca etica solidale - alla cui costituzione è destinata inizialmente una giornata di Rol - e, sul mercato del lavoro, la previsione di una percentuale di stabilizzazione per i rapporti di lavoro a tempo determinato, la perimetrazione dei limiti dei contratti precari oltre allo sviluppo della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e della regolamentazione dell’assistenza domiciliare con il riconoscimento dei tempi di spostamento come orario di lavoro.
Soddisfazione in casa Fisascat Cisl. Il segretario nazionale della categoria cislina Fabrizio Ferrari che ha preso parte attivamente alle trattative, sottolinea «il lavoro di sintesi operato dalle parti al tavolo che ha definito un rinnovo atteso dalle lavoratrici e di lavoratori da 7 anni che contribuisce a consolidare ulteriormente le previsioni contrattuali, anche con l’istituzione di specifiche commissioni che di fatto danno il via ad un confronto bilaterale permanente, che si orientano verso un modello solidaristico e partecipativo e che incentiva lo sviluppo della contrattazione di secondo livello».
E’ il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini ad evidenziare «l’importanza di una intesa che contribuisce ad armonizzare la contrattazione esistente in un settore in crescita anche considerate le previsioni di invecchiamento demografico che collocano proprio l’Italia tra i paesi più vecchi al mondo dove presumibilmente crescerà la richiesta di servizi socio sanitari assistenziali e alla persona e dunque anche l’occupazione». «Anche in questo comparto dei servizi – ha concluso il sindacalista – è prioritario debellare il dumping contrattuale e favorire l’affermazione di una professionalità emergente degna di salari adeguati e di un trattamento normativo che risponda alle esigenze delle imprese e ai bisogni delle migliaia di lavoratrici e lavoratori occupati».

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