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Contratti e vertenze terziario. Guarini (Fisascat Cisl): "2020 anno di grandi sfide, sindacato in campo per garantire nuove tutele e un’occupazione dignitosa"

Roma, 30 dicembre 2019 – Il 2020 sarà un anno di grandi sfide nei settori del terziario privato. Circa 5milioni di lavoratori sono interessati dalla scadenza dei contratti nazionali di lavoro mentre altre decine di migliaia sono coinvolti da vertenze complesse che inevitabilmente influiranno sugli assetti e sulle relazioni sindacali future. Con questa consapevolezza la Fisascat Cisl si appresta ad affrontare la stagione dei rinnovi contrattuali che vedrà impegnati i sindacati, già nelle prossime settimane, nella definizione delle piattaforme unitarie per i nuovi contratti del terziario, distribuzione e servizi e della distribuzione moderna organizzata applicata ai 2,4 milioni di lavoratrici ed i lavoratori occupati nella distribuzione commerciale, in uno scenario contraddistinto da trasformazioni radicali con un ruolo sempre più marcato dell’ambito della vendita al dettaglio e della distribuzione di tipo associativo.
In calendario anche la prosecuzione delle trattative nel settore del lavoro domestico e nel comparto ortofrutticolo ed agrumario e la stesura dei contratti nel terzo settore socio sanitario assistenziale educativo. Nel comparto dei servizi – multiservizi e vigilanza privata in primis - prevale, ormai da diversi anni, lo stallo dei negoziati mentre nel settore proliferano i contratti pirata che riducono drasticamente salari, diritti e tutele.
In questo contesto si inserisce la complessa vertenza dei 13.291 lavoratori coinvolti dalla maxi operazione di acquisizione Conad/Auchan che, in assenza di garanzie occupazionali e di dettagli sul passaggio dei punti vendita ai singoli consorziati alla cooperativa di dettaglianti, rischia di trasformarsi in un vero dramma sociale con un numero di esuberi che oscilla tra le 3.105 unità ai 6.197 lavoratori a rischio occupazionale.
Non meno articolata la situazione dei 16mila ex Lsu e Appalti Storici addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole statali italiane per i quali dal 1° marzo si concretizzerà l’atteso processo di internalizzazione annunciato con la Legge di Bilancio 2019 e definito nel recente Decreto ministeriale che tuttavia conferma l’esclusione di circa 5mila addetti prevedendo 11.236 assunzioni dirette.
Ancora senza una soluzione di prospettiva la vertenza dei 1.700 lavoratori ex Mercatone Uno con 14 manifestazioni di interesse per soli 44 punti vendita del Gruppo e il riassorbimento parziale degli attuali livelli occupazionali.
Sullo sfondo anche la vertenza dei 6mila addetti dell’indotto dei servizi di pulizia industriale, della ristorazione e della vigilanza privata e delle attività funzionali all’impresa che in tutta Italia ruota intorno agli stabilimenti Ex Ilva Arcelor Mittal coinvolti, loro malgrado, dal taglio della produzione e dei posti di lavoro diretti in attesa di una soluzione da individuare a livello istituzionale.
In salita anche le trattive di rinnovo del contratto integrativo applicato ai 5mila dipendenti della cooperativa di consumatori Unicoop Tirreno pur con un fitto calendario di incontri richiesto ed ottenuto dai sindacati a cominciare dal prossimo 30 gennaio mentre sono in stato di agitazione nazionale da metà dicembre i 1.300 dipendenti di Conforama/Emmezeta Moda - per i quali si avvicina la scadenza del contratto di solidarietà prevista al mese di marzo 2020 - considerata l’imminente sostituzione dell’Amministratore Delegato e del responsabile delle risorse umane e la mancanza di informazioni sullo scenario futuro.
Se gli esiti delle vertenze aperte non sono del tutto prevedibili e scontati ad essere chiara è invece la posizione del sindacato che conferma anche per il nuovo anno la mission e le priorità.
«Il 2020 sarà un anno di grandi sfide da affrontare con rinnovato vigore e senso di responsabilità» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini affermando che «sarà questo lo spirito con cui approcceremo la stagione dei rinnovi contrattuali e accompagneremo la inarrestabile trasformazione nel settore della distribuzione commerciale e nel comparto dei servizi, dove la priorità resta debellare la crescente precarietà, assicurare una occupazione dignitosa, contrastare l’avanzamento del dumping e gli effetti della polverizzazione che vive il settore e garantire nuovi diritti e nuove tutele».
Per il sindacalista «nella tornata dei rinnovi contrattuali sarà necessario garantire non solo un congruo incremento salariale ma anche assicurare il consolidamento e l’effettiva esigibilità del 2° livello di contrattazione come pure assicurare adeguati percorsi di formazione professionale e ridefinire i sistemi di classificazione adeguandoli alle nuove professionalità». «Prioritaria per la Fisascat - sottolinea Guarini - anche la definizione di istituti normativi volti ad agevolare i regimi lavorativi e a favorire una reale conciliazione vita lavoro in settori dove la totale liberalizzazione degli orari di apertura si traduce con regimi intensivi di flessibilità prestazionale».
Senza dimenticare il potenziamento del «welfare e della bilateralità, ed in particolare il consolidamento della previdenza complementare indispensabile soprattutto per le giovani generazioni soggette a prestazioni discontinue». Per il sindacalista è poi prioritario «il sostegno alla disabilità e la definizione di un intervento normativo volto a garantire la possibilità di accesso ai percorsi di cura e di assistenza in età avanzata con la long term care e la dread desease come anche il tema della salute e della sicurezza». Essenziale poi per Guarini «la costruzione di sistemi partecipativi di sostegno al reddito in settori tradizionalmente esclusi dal sistema ordinario degli ammortizzatori sociali».
Guarini evidenzia anche «la necessità di promuovere nuove politiche contrattuali e adeguate politiche di genere finalizzate a superare il gap salariale uomo donna, e di contrasto alle molestie in settori nei quali la componente femminile è prevalente». Altrettanto preminente «favorire il coinvolgimento attivo dei giovani nell’Organizzazione nell’attività sindacale». In ultimo ma non meno importante per il sindacalista «contribuire a costruire sistemi partecipativi in grado di rendere le lavoratrici ed i lavoratori veri protagonisti del lavoro e del successo delle imprese».

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