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Alimentare. Fai Cisl. "Trattativa su ccnl opportunità di innovazione"

Padova, 31 gennaio 2020 - “Abbiamo tutti bisogno di imparare a reinterpretare il mondo del lavoro, i cambiamenti in corso affideranno sempre più valore alla persona e alle sue competenze, e questa è una bella sfida soprattutto per un sindacato nuovo, libero e autonomo, ma anche per le imprese, perché chi non saprà investire nella formazione è destinato a non essere competitivo”. Lo ha detto il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, concludendo oggi il convegno “Entità e prospettive dell'industria alimentare”, svolto nel Teatro Falcone Borsellino di Limena, Padova. “La proposta contrattuale – ha detto il sindacalista, riferendosi alla trattativa in corso per il nuovo ccnl dell’industria alimentare – l’abbiamo costruita dal basso, confrontandoci con migliaia di delegati per pensare alle esigenze future del lavoro alimentare: la nostra piattaforma non è un semplice elenco di rivendicazioni, ma una proposta articolata con la quale vogliamo fare innovazione”. 

L’industria alimentare, è emerso dall’incontro, ha chiuso il 2019 con 145 miliardi di fatturato, di cui 35 di export, che è il grande driver della crescita. Tante le sfide internazionali, ma anche quelle legate al mercato interno. La generazione di valore nella filiera è in grande evoluzione e corre soprattutto sui prodotti di eccellenza e di fascia bassa, mentre nel mercato domestico di fascia media è cresciuto solo dell’1%.
“Oggi più che mai – ha detto il segretario nazionale della Fai Cisl, Roberto Benaglia – la contrattazione deve leggere e riconoscere il valore del lavoro e promuovere le competenze di chi lavora a partire dalle politiche attive, anche realizzando un apprendistato di primo livello, come avviene in tante parti d‘Europa, legando scuola e lavoro e andando oltre al tirocinio e la somministrazione. Anche nella trattativa in corso per il rinnovo del ccnl, è emerso con grande evidenza il bisogno di misurare il lavoro con strumenti nuovi, che vadano oltre il classico orario di lavoro e puntino su premialità anche individuali, rivolte alla professionalità. I lavoratori – ha concluso il sindacalista – chiedono a imprese e parti sociali di massimizzare i benefici di questo rinnovo, che dobbiamo saper chiudere, anche con aspetti sperimentali, guardando già al prossimo rinnovo, da avviare nel 2023: le parti normative saranno decisive per fare innovazione, ad esempio su welfare, ricambio generazionale, previdenza, guai dunque a concentrarci soltanto sugli aspetti salariali”.
La giornata, coordinata dalla giornalista Elena Mattiuzzo, si è aperta con i saluti della vicesindaca Cristina Turetta, del Segretario generale della Cisl Padova Rovigo, Samuel Scavazzin, e con un messaggio del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Tra i 200 auditori, molti delegati dell’industria alimentare veneta. In apertura è stato presentato il libro “(Ri)conoscere l’industria alimentare”, di Ludovico Ferro, Franco Angeli Editore. Sono intervenuti all’incontro anche Andrea Zanin, segretario generale della Fai Cisl Veneto, Gianfranco Refosco, segretario generale della Cisl Veneto, Silvio Ferrari, Vicepresidente Federalimentare, Alberto Andriolo, Sezione Competitività sistemi agroalimentari della Regione Veneto, Oscar Riboni, direttore Ebav, Raffaele Boscaini, Presidente Confindustria Veneto. Nel pomeriggio, si è tenuto lo spettacolo teatrale "Il Delegato", prodotto da Fai Cisl, Agrilavoro Edizioni, Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche, Kalambur Teatro

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