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Banche. Colombani (First Cisl): "Unicredit. Senza assunzioni non trattiamo"

Roma, 10 febbraio 2020. “Mentre annuncia l’aumento dei dividendi agli azionisti Unicredit si presenta ai sindacati con la richiesta di tagliare 450 sportelli e 6mila lavoratori. Anche se sono stati i lavoratori, con i loro sacrifici, a consentire alla banca di superare la crisi e tornare a macinare utili, come dimostrano i conti resi noti la settimana scorsa. Avevamo detto a dicembre, in occasione della presentazione del piano industriale, che la strategia di Mustier era incentrata su un sostanziale disimpegno dall’Italia: non siamo stati smentiti”. Questo il commento del segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani alle lettera di apertura della procedura inviata oggi da Unicredit ai sindacati. “Un taglio di queste dimensioni – aggiunge Colombani – penalizza gravemente la presenza della banca sul territorio  e minaccia di disperdere il patrimonio di relazioni con la clientela. Al contrario, c’è bisogno di rafforzare le competenze dei lavoratori perché siano in grado di svolgere al meglio i servizi di consulenza. Servono investimenti, non nuovi tagli, a cominciare dalle tecnologie digitali, il cui impiego, come dimostrato dal nostro studio, non determina riduzione dell’occupazione, a meno che questo non sia il fine perseguito dalle aziende”. Per Colombani, inoltre, “deve essere chiaro che non siamo disposti a discutere di esuberi se contemporaneamente non si parlerà anche di assunzioni. La nostra richiesta è che ogni due uscite sia prevista almeno un’assunzione”.

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