Medici. Papotto (Cisl): "Le iniziative devono essere condivise, certe e uniformi, perché l’Italia è una"

Roma, 25 febbraio 2020 - La CISL Medici si è espressa da sempre – convintamente – contro la diversificazione dell’offerta che il SSN italiano può e deve garantire. Non ci riferiamo solo ai LEA dichiarati, ma anche a tutta l’organizzazione: il personale, i servizi, le profilassi e le misure nel loro complesso, che non possono e non debbono essere lasciate a iniziative singole e men che meno diversificate.
La CISL, non più tardi di ieri, ha espresso in ogni consesso cui è stata chiamata la propria convinzione: le iniziative devono essere condivise, certe e uniformi, perché l’Italia è una, come recita la Costituzione.
E tutti coloro che a vario titolo sono coinvolti nell’emergenza sanitaria attuale devono avere la massima informazione e la massima protezione, IN PRIMIS i medici e il personale sanitario, ma anche tutti coloro che per la propria attività quotidiana sono posti a contatto con il pubblico.
Non è il momento di sterili polemiche, anche se dopo la fine dell’emergenza, come CISL Medici, vorremo conoscere esattamente CHI ha preso le decisioni e SU QUALI BASI, dato che la ns. federazione non è stata direttamente interpellata.
Adesso è il momento invece della massima coesione e di assumere linee di azione univoche e omogenee per tutto il territorio nazionale, perché non ci sono regioni di serie A e serie B, e di conseguenza non possono essere penalizzati i cittadini di alcune regioni ed i medici di alcune regioni.
Oggi è l’ultimo giorno di Carnevale… Lasciamo che cadano le maschere dietro cui si vuol celare una malintesa primazia politicamente vantata e molto mal gestita e lavoriamo assieme perché questi giorni passino con il minor danno possibile in una nazione che ha uno dei migliori sistemi sanitari al mondo, garantito da professionisti ben poco considerati.

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