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Terziario. Fisascat su DL Cura Italia: "Adottare il criterio della più ampia copertura delle posizioni lavorative nel commercio, turismo e servizi esclusi dai trattamenti di sostegno straordinari"

Roma, 20 marzo 2020  - "Le circolari applicative del DL Cura Italia e i vari decreti ministeriali incaricati a meglio puntualizzare la portata di talune previsioni in esso contenute adottino il criterio della più ampia copertura delle tante posizioni lavorative che, a seguito della crisi sanitaria ed economica che l’intero Paese sta vivendo, vedono messe in discussione le stesse basi della continuazione dei rapporti di lavoro nei settori del turismo, commercio e servizi». E’ questo l’auspicio espresso dal segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini a pochi giorni dal varo del DL 17/2020 che ha introdotto una serie di ammortizzatori sociali in deroga per far per fronte all’emergenza da pandemia Covid-19. «In particolare per la Fisascat Cisl - sottolinea il sindacalista - è necessario che si puntualizzino i riferimenti rispetto alla base applicativa dell’articolo 19 del DL limitatamente alla integrazione guadagni ordinaria così come pure occorrerà meglio esplicitare se le aziende che nei settori del terziario privato hanno diritto alla Cigs ma non alla Cigo possano richiedere l’intervento di cassa integrazione in deroga previsto dall’ert.22 dello stesso Decreto». Per Guarini «in una situazione complessa e complicata il legislatore anche per il tramite delle soluzioni proposte deve lavorare affinchè vi sia la certezza delle regole». Il sindacalista incalza anche sulla necessità di rimodulare le aperture delle attività commerciali e della ristorazione. «Ci attendiamo che il Governo o le amministrazioni regionali o delle provincie autonome, ognuno per la propria competenza, sanciscano una significativa riduzione delle aperture commerciali dei negozi di generi alimentari» ha dichiarato sottolineando che «non è sostenibile una situazione lavorativa nella quale si opera spesso ad una distanza interpersonale di sicurezza inferiore al metro che invece è il criterio generale che vale per l’intera società». «Le attività commerciali – ha evidenziato - stanno svolgendo un ruolo essenziale per dare risposte ai bisogni della collettività e chi vi lavora, al pari degli altri lavoratori che quotidianamente operano per mandare avanti il Paese meritano non solo un ringraziamento ma anche il riconoscimento del diritto ad operare in un luogo in cui valgano regole basiche da un puto di vista igienico sanitario». «Dai territori arrivano comunicazioni dei primi casi di lavoratori che hanno contratto il virus e che operano all’interno dei negozi nei quali si lavora allo stesso regime orario di apertura della fase pre- Covid-19. Tutto questo è intollerabile – ha concluso Guarini - occorre restringere il nastro orario di apertura massima giornaliera a 12 ore al giorno e sospendere le attività nelle giornate di domenica e nei festivi. Solo queste misure più restrittive consentiranno di ridurre il rischio contagio».

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