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Agricoltura. Terra Viva Cisl: "Decreto rilancio. Bene i 1.150 milioni di euro per l’agricoltura serve, però, continuare a rafforzare le filiere, snellire la burocrazia, sostenere l’agriturismo, finanziare formazione e potenziare la bilateralità"

Roma, 14 Maggio 2020. “Il decreto “Rilancio” contiene disposizioni funzionali al sostegno del comparto primario, che non si è mai fermato durante l’emergenza sanitaria ma ha sicuramente sofferto delle dinamiche innescate dalla pandemia – afferma Claudio Risso Presidente di Terra Viva Cisl – Bene i 600 milioni per il florovivaismo, le filiere in difficoltà e il vitivinicolo, ma sono risorse che andranno incrementate, in futuri interventi strutturali, per consolidare la ripresa del settore, come abbiamo avuto modo di dire più volte.”

Claudio Risso, Presidente di Terra Viva Cisl, che rappresenta 50mila imprenditori agricoli, commenta positivamente anche le misure per la liquidità delle imprese agricole e il sostegno al reddito dei lavoratori: “250 milioni di euro che, attraverso ISMEA, saranno assegnati agli imprenditori agricoli sono un inizio importante. Serve rendere snella e veloce la burocrazia, certi i finanziamenti, sicure anche le misure di sostegno al reddito dei lavoratori, altrimenti si rischia di fare grandi proclami ma di non aiutare concretamente le nostre aziende” prosegue Risso.

Risso interviene anche sull’articolo 110bis, per l’emersione dei rapporti di lavoro, che porterà alla regolarizzazione di oltre 200mila lavoratori immigrati e sul tema, su cui Terra Viva è già intervenuta, della carenza di manodopera nelle campagne.

“E’ stata una battaglia giusta, sostenuta con tenacia e costanza anche dalla Fai Cisl cui siamo affiliati e dal suo Segretario Generale Onofrio Rota, che abbiamo appoggiato fin da subito – dichiara Claudio Risso – Dignità e legalità sono da sempre obiettivi della Cisl e anche della nostra associazione imprenditoriale. La sanatoria, da sola, non risolverà il problema della carenza di manodopera, per la quale bisognerà attivare “corridoi verdi” per agevolare l’ingresso dei lavoratori dalla Comunità Europea. Crediamo inoltre che, per valorizzare il lavoro e aumentare la qualità delle prestazioni, sia importante finanziare la formazione e agevolare l'incontro fra la domanda e l'offerta con strumenti già esistenti come gli enti bilaterali aperti a tutte le organizzazioni dei produttori agricoli, enti regionali e centri per l'impiego. Esperienze già in atto ma che necessitano di una regia nazionale, di un coordinamento unitario che renda lo strumento della bilateralità una garanzia sia per gli imprenditori agricoli che per i lavoratori.”

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