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Metalmeccanici. Micchetti (Fim Cisl): "SiderAlloys. Servono subito garanzie su ammortizzatori"

Roma, 16 giugno 2020. E’ terminato l’incontro tra il Ministero dello Sviluppo Economico, Invitalia, il Ministero del Lavoro, la Regione Sardegna la direzione aziendale di Sider Alloys (ex Alcoa) e Fim, Fiom, Uilm.

La riunione ha riguardato la proroga degli ammortizzatori sociali per i 90 lavoratori a cui scade la cassa integrazione la prossima settimana,  di questi, 20 sono a tempo determinato a cui l’azienda non intende riconfermare i contratti.

L’azienda durante l’incontro ha confermato la disponibilità alla proroga della cassa integrazione solo un attimo dopo la firma del contratto tra la Sider Alloys e l’Enel.

Un contratto quello con Enel che aspettiamo purtroppo da anni e che dovrebbe trovare nei prossimi giorni la soluzione definitiva per le garanzie sulla fornitura richieste dall’ENEL e per la definizione del prezzo finale per l’energia; ad oggi a causa di numerose pratiche burocratiche, servirebbe solo il via libera delle banche che hanno sostenuto questo percorso insieme al supporto decisivo dei Ministeri competenti e di Invitalia. Abbiamo chiesto al Governo un ulteriore sforzo richiamando tutti gli attori coinvolti a  compiere i necessari passaggi in tempi brevi per chiudere questa partita che si trascina ormai da troppo tempo.  

Riteniamo invece incomprensibili le reticenze dell’azienda nel non voler procedere con l’attivazione della procedura di proroga della cassa integrazione per i lavoratori a tempo determinato scaduti, nonostante le garanzie assolute ricevute da più parti. A tal proposito, l’azienda ha sottolineato che valuterà le condizioni previste dalla legge per valutare la suddetta proroga.  Invece, in merito all’integrazione salariale e alla proroga della scadenza al 31dicembre 2020, richiesta per i lavoratori ad oggi in mobilità in deroga e sulla loro prospettiva non ci sono state risposte,nonostante  le nostre sollecitazioni fatte ai ministeri competenti.

Questa vertenza si trascina ormai da troppi anni, è ora di dare delle risposte concrete ai lavoratori sul piano lavorativo dando gambe al piano industriale  e mettendoli in sicurezza gli ammortizzatori. Il Sulcis è tra le aree più povere del Paese, ci deve essere l’impegno di tutti per risolvere questa vertenza e dare un segnale di speranza ai lavoratori e al territorio.  

Ci siamo lasciati con l’impegno di riconvocare un tavolo per la presentazione del piano industriale e la sua rimodulazione finale, che avverrà un attimo dopo l’agognata firma sull’accordo sul prezzo dell’energia.

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