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Scuola. Gissi (Cisl): "Domande per il concorso straordinario tra luglio e agosto, grave disattenzione o deliberata molestia?"



Roma, 11 luglio 2020. “Homo homini virus”. Questo il titolo scelto qualche settimana fa, in pieno lockdown, da un noto giornalista per il pezzo della sua quotidiana rubrica. Per significare, o meglio predire (non andando in realtà tanto lontano dal vero) che la pandemia non ci avrebbe resi migliori. Anzi. Con l’aggravante di una farraginosa macchina, quella della “complicazione affari semplici”, sempre in funzione e a pieni giri. Ed allora – per il puro gusto di non voler essere fronte unico compatto e remare per una volta tutti insieme dalla stessa parte per il perseguimento del bene comune - continuiamo a complicare un presente già oltremodo complesso da gestire, aggiungendoci il “carico da briscola”. Questo ci è venuto di pensare quando, sulla Gazzetta Ufficiale di ieri, è stata pubblicata la rettifica al Decreto 510 che disciplina il concorso straordinario per i docenti precari della scuola secondaria con più di 36 mesi (Decreto 783). Di conseguenza, vengono fissati i termini per la presentazione delle domande: dall’11 luglio al 10 agosto. Una fretta di cui non si comprende la ragione, considerato che la possibilità di svolgere la procedura concorsuale in tempo utile per settembre è venuta meno da tempo; pertanto non vi era alcun motivo per sovrapporre ulteriori scadenze e incombenze a carico di una categoria di docenti – i precari - che ne ha già molte altre cui provvedere in questo periodo. Vogliamo pensare che si tratti di un deficit di attenzione, e non di deliberata molestia a una categoria evidentemente poco amata. 
A breve, i docenti precari saranno chiamati a rinnovare le 
proprie graduatorie di istituto: che, in alcuni casi, significa scommettere sulle proprie possibilità di insegnare (e quindi lavorare) nel futuro biennio, spesso dovendosi allontanare anche dalla Regione di residenza, in quanto, come universalmente noto, i posti disponibili sono prevalentemente concentrati al centro-nord del territorio nazionale. Tra l’altro, i docenti saranno chiamati a compilare le proprie graduatorie con regole in buona parte nuove, frutto di un’ordinanza che modifica profondamente anche le tabelle di valutazione dei punti e determina pesanti penalizzazioni rispetto ai punteggi già acquisiti in base al precedente sistema di valutazione. 
Secondo alcune stime, saranno circa 1.000.000 gli interessati a tale procedura concentrata in un lasso di tempo assai ridotto che probabilmente porterà al collasso un sistema informatico, Istanze on Line, che già in varie occasioni ha mostrato i propri limiti. Nel periodo indicato, inoltre, come di consueto non saranno nemmeno operativi gli URP (Uffici per le Relazioni con il Pubblico), rendendo ancor più arduo l’accesso agli uffici per eventuali esigenze.
Era proprio il caso, quindi, di sovrapporre i termini di presentazione delle graduatorie con la calendarizzazione delle domande del concorso straordinario? A farne le spese non sarà evidentemente soltanto il sistema informatico, ma quel che più ci interessa anche il personale docente precario.
Quello stesso personale che:
per anni ha mandato avanti le nostre scuole, insieme ai colleghi già di ruolo, accogliendo gli alunni ed affrontando le quotidiane difficoltà;
che, in forza delle decisioni della giustizia europea, ha titolo, in molti casi, a portare in giudizio lo Stato Italiano per la reiterazione indebita dei contratti a tempo determinato;
che, nonostante un contratto scaduto, ha partecipato alle commissioni degli esami di Stato consentendo ai nostri studenti di sostenere lo stesso.
Non ci sfuggono le difficoltà che altri lavoratori (privati, dipendenti o autonomi) stanno vivendo. Ciò non giustifica minimamente il fatto che, ancora una volta, l’Amministrazione non dimostri la benché minima attenzione nei confronti di lavoratori per i quali la stabilità dell’impiego rimane solo un auspicio legato a tempi più o meno lunghi.
Come se non bastasse, per partecipare al concorso straordinario verrà richiesto un contributo di partecipazione di 50 euro a procedura. In prima battuta la cifra richiesta era di 40 euro. Si dirà: i costi del concorso vanno coperti. Nulla da obiettare, se non che per partecipare alle procedure ordinarie il contributo è stabilito in 10 euro (15 per la procedura solo abilitante). A chi sostiene che nei concorsi ordinari, data la grande partecipazione, c’è la possibilità di ripartire i costi su un gran numero di partecipanti, mentre qui i possibili interessati sono solo circa 70.000, è fin troppo facile rispondere che nei concorsi ordinari le prove sono 3 (più la probabile prova pre-selettiva) mentre in questo caso la correzione riguarderà solo i test. La speranza, lo ripetiamo, è che si tratti solo di disattenzione e superficialità.
Per i docenti precari, quindi, sarà una lunga estate calda; che anticipa, con tutta probabilità, un autunno non semplice in cui, ancora una volta, sarà il personale della scuola (compresi i tanto vituperati precari) a doversi far carico di una situazione quanto mai problematica per consentire ai nostri studenti di poter contare su un’istruzione di qualità.


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