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Agroalimentare. Rota (Fai Cisl): "Progetto Caritas Viterbo. Buona pratica da replicare sugli altri territori"

Roma, 9 agosto 2020. Con 72 domande presentate, ben 40 in più dello scorso anno, e 23 persone inserite al lavoro, di cui 16 in aziende agricole e 7 in altre realtà, il progetto “Terra degli uomini: lavoro e dignità”, promosso dalla Caritas Diocesana di Viterbo, si sta affermando come modello di lotta alla povertà. Altre 8 persone sono in via di inserimento in aziende agricole, per un totale di 31 collocamenti. Tra i beneficiari del progetto, 3 sono donne, il 14% sono italiani, mentre gli altri provengono da Paesi africani e asiatici; 22 le aziende coinvolte. Inoltre, 30 persone saranno inserite in percorsi formativi per migliorare le proprie competenze ed essere inserite nel mondo del lavoro. 

Il progetto “Terra degli uomini” nasce dalla volontà di sperimentare sul territorio un modello di lotta alla povertà fondato su percorsi di empowerment, con un approccio innovativo, strutturato intorno all’offerta di opportunità lavorative temporanee nell’ambito dell’agricoltura sociale. Realizzata già nel 2019 e riavviata nel 2020, grazie al contributo CEI derivante dai fondi 8 x Mille e al partenariato con il Dipartimento Dafne dell’Università degli Studi di Viterbo Unitus e ACLI di Viterbo, l’iniziativa ha consentito il reinserimento lavorativo di persone inoccupate. Quest'anno il lavoro di rete si è arricchito della collaborazione di Coldiretti Viterbo, Slow Food Viterbo e Tuscia, Terra Viva Viterbo, Fai Cisl Viterbo e Fai Cisl Lazio.
“Il progetto – spiega Claudio Tomarelli, segretario generale della Fai Cisl Lazio – ha favorito il ritorno all’occupazione di persone che cercano un nuovo percorso di vita, di famiglie in difficoltà economica e lavorativa, avvalendosi dell’esperienza di aziende agricole del territorio: un buon modo per fare leva sulla crescita umana e professionale della persona”. L’obiettivo principale non è infatti “assistere” ma fornire concrete opportunità lavorative fornendo un sostegno diretto all’impresa e un percorso personalizzato ai beneficiari. In questo modo si sostiene il lavoro e si vuole mettere le persone al centro con una presa in carico globale, andando oltre il solo aiuto economico, per creare opportunità di autonomia.
“Abbiamo ricevuto tante manifestazioni di interesse per l’avvio della seconda annualità del progetto, data l’attuale condizione di grande necessità in ambito occupazionale”, dichiara Luca Zoncheddu, direttore della Caritas Diocesana di Viterbo: “La scelta di lavorare in agricoltura sociale nasce dalla volontà di sperimentare un modello di lotta alla povertà fondato su percorsi di consapevolezza di sé. Le persone beneficiarie possono usufruire anche di percorsi personalizzati di orientamento, sostegno psicologico e familiare, accompagnamento e tutoraggio nell’impegno lavorativo”.
Secondo Francesca Durastanti, agronoma specializzata in agricoltura sociale e civica, responsabile del progetto per Caritas Viterbo, il lavoro di “Terra degli uomini” si è dimostrato “un modello prezioso per realizzare un percorso di alleanza con attori diversi, coinvolgendo anche il mondo dell’impresa nella costruzione di soluzioni; il progetto si propone come azione pilota i cui risultati potranno fornire elementi utili per un eventuale consolidamento del modello di intervento nel quadro di un più ampio piano di contrasto della povertà”.
Un commento positivo giunge anche dal segretario generale della Fai Cisl nazionale, Onofrio Rota: “Molto importante la convenzione stipulata tra tutti i soggetti coinvolti. Credo sia una delle strade da percorrere per strutturare forme di politiche attive del lavoro intorno alle opportunità esistenti sul territorio, con l’intento di accompagnare le persone in difficoltà a trovare motivazione e strumenti di emancipazione, attraverso la riattivazione della fiducia e delle risorse personali e sociali. Un metodo utile per superare il puro assistenzialismo, e che dunque rappresenta una buona pratica da riprodurre anche in altri territori”.

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