Scuola. Gissi: "Su appplicazione protocollo sicurezza tante domande, dal Ministero nessuna risposta. Disarmante e preoccupante la prima riunione del Tavolo nazionale"

27 agosto 2020 - Quando si interpella il Ministero per comprendere quali soluzioni potranno essere dottate per le numerose questioni da affrontare in vista della riapertura delle scuole, si ha l’impressione di interrogare la Sibilla cumana. Talvolta si va addirittura oltre, perché non si compie neppure lo sforzo di offrire una parvenza di risposta, magari un po’ ambigua ed interpretabile come nelle migliori tradizioni oracolari. Si decide piuttosto di non rispondere proprio, e nello stesso tempo di convocare gli interlocutori del tutto inutilmente, in totale assenza di indicazioni. 
È quanto è avvenuto durante il primo atteso incontro del Tavolo permanente convocato dal Dicastero dell’Istruzione nel pomeriggio di ieri, che ha visto la presenza del Direttore Generale per le risorse umane e finanziarie e del Direttore Generale del personale scolastico. Le numerose domande e le richieste di chiarimento sull’applicazione del Protocollo per l'avvio delle scuole in sicurezza sono rimaste ancora una volta senza risposta. 
Il Tavolo ha il compito di monitorare l’applicazione del Protocollo e le aspettative rispetto alla sua prioma convocazione erano altissime, ma l’atteggiamento dell’Amministrazione è stato tanto disarmante quanto preoccupante. Non una delle questioni sollevate dalle Organizzazioni sindacali ha trovato una risposta risolutiva, non una criticità è stata affrontata in modo esauriente. Sarebbe certo stato più opportuno e meno imbarazzante per tutti rinviare l’incontro, considerando anche l’assenza del Ministero della Salute e del Capo dipartimento dott.ssa Boda, per una sopraggiunta altra riunione.
Anche alla richiesta di poter almeno accedere ai dati dei monitoraggi, per poter meglio comprendere e rispondere alle esigenze delle istituzioni scolastiche, è stato opposto un garbato ma netto rifiuto, chiamando in causa la necessità di non meglio precisate “valutazioni politiche”. L’unica informazione certa è che l’Help desk ha raccolto, sino ad ora, più di trecento domande. Domande destinate a rimanere, stando così le cose, senza alcuna risposta.

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