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Metalmeccanici. Benaglia (Fim Cisl): "Il contratto è il nostro vaccino sociale. Oggi in piazza per chiedere tempi certi"

Roma, 5 novembre 2020 - Lo sciopero di oggi e la manifestazione assumono un doppio significato. Il primo proprio alla vigilia di nuovi provvedimenti straordinari. Il secondo motivo è il rinnovo del contratto nazionale che non può più attendere dopo undici mesi di stop. Lo sciopero vuole rilanciare e recuperare il tavolo di trattativa che affronti i temi del salario e dei diritti del lavoratore in chiave moderna. Ognuno faccia il proprio mestiere e quello del sindacato è mettere in campo azioni per rivendicare il giusto. Bellisismo il filone di collegamenti di sindacalisti e delegati in diretta dalle decine di presidi che oggi, a Roma, ha unito il Paese in un'unica piazza riempiendola di messaggi e contenuti. Ringrazio tutti i nostri sindacalisti per gli sforzi eccezionali fatti per organizzare questa giornata. L'industria metalmeccanica è la principale spina dorsale dell’industria manifatturiera e dell’economia sana e necessita del contratto.
Il contratto è oggi e non va in cassa integrazione, è il nostro vaccino sociale.
Il nostro è un contratto che vuole dare valore al lavoro che sempre più fornisce qualità e risultato e che va riconosciuto sia in termini di tutele che in termini salariali. Anche le competenze devono essere riconosciute. I giovani sono i più colpiti dalla crisi e per loro spesso non basta il blocco dei licenziamenti. Cosa fare per loro? Avere tempi certi per il contratto!
Fim Fiom Uilm hanno proposto a Federmeccanica un testo sullo smart working che va tutelato ora più che mai. Federmeccanica sa che siamo negoziatori ma siamo anche determinati e oggi siamo qui per far ripartire la trattativa.

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