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Edili. Sindacati: "PMI materiali da costruzioni. Arriva contratto unico"

Roma, 11 novembre 2020. Dopo un anno di trattativa e studio FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Confapi Aniem hanno sottoscritto ieri l’ipotesi di accordo per il Contratto unico delle Piccole e Medie Imprese dei settori Cemento, Laterizi e Manufatti in cemento, lapidei che interessa circa 15mila lavoratrici e lavoratori. “L’accorpamento dei tre contratti ha richiesto un lungo lavoro di analisi e armonizzazione che ci ha visti impegnati, insieme alla parte datoriale, in una difficile ma proficua trattativa, che ha dato ottimi frutti” spiegano le segreterie nazionali dei sindacati, che proseguono “abbiamo raggiunto un risultato storico e di grande peso.
Il nostro obiettivo era quello di ridurre il numero dei contratti per renderli più forti con un saldo impianto normativo e creando sinergie tra i settori che producono e lavorano i materiali per il settore dell’edilizia in ottica di filiera”, proseguono i sindacati, auspicando che “anche Confindustria accolga questo modello. Chiaramente il percorso di armonizzazione continuerà e sarà al centro del lavoro, di una Commissione paritetica intersettoriale (CBMC) che governerà gli aspetti più complessi, portando a sintesi le specificità e le esperienze migliori.”
Centrale anche per questo contratto la lotta al dumping sui costi contrattuali, su cui “pur riconoscendo i costi della bilateralità in capo alle PMI, siamo riusciti a rimanere in linea con i costi dei Ccnl dell’industria e garantire aumenti retributivi complessivamente migliori delle ultime tornate contrattuali.”
“Gli aumenti, che rimangono ancora separati per i tre comparti, prevedono - a parametro medio - per il lapideo un aumento di 94,50 euro, per il cemento di 88,90 e per i laterizi e manufatti di 72,50 euro, aumenti che saranno suddivisi in tre tranche, 1 settembre 2020, 1 febbraio 2021 e 1 gennaio 2022. Per ridurre il ricorso al lavoro precario - proseguono i sindacati - il contratto prevede una percentuale unica al 20% di contratti a tempo determinato e di quelli in somministrazione (a tempo determinato e indeterminato) migliorando la legge, mentre, sul versante dei diritti, viene previsto quello al part-time reversibile di un anno per lavoratori con familiari con patologie gravi, con figli fino a tredici anni con gravi disabilità e con figli fino a tre anni, quest’ultimo prorogabile per un massimo di tre anni. Vengono poi introdotti elementi migliorativi su maternità e paternità, congedi per le donne vittime di violenza, formazione sulla sicurezza con 16 ore di ingresso, linee guida per codici etici per le aziende e sviluppo del benessere organizzativo.”
Importanti risultati sono stati raggiunti anche sul fronte del welfare contrattuale, con l’istituzione dell’adesione contrattuale per tutti i lavoratori in forza al Fondo di previdenza complementare (Fondapi) con il versamento di 5 euro a parametro 100 a partire da gennaio 2022 e aumenti delle aliquote contributive dal 1 giugno 2021 per coloro che aderiscono al Fondo a tale data. Nei prossimi giorni si svolgeranno le assemblee nei posti di lavoro per illustrare e mettere in votazione l’ipotesi di accordo.

“In tempo di Covid – dichiara Salvatore Federico, segretario nazionale della Filca – l’aver accorpato tre contratti in uno, tra l'altro in tre settori molto importanti, è davvero un grandissimo risultato, che premia il nostro lavoro svolto negli ultimi anni. A dispetto degli oltre 900 contratti depositati presso il Cnel, noi abbiamo dimostrato con i fatti di volere davvero una riduzione del numero dei testi, con un occhio particolare alla rappresentatività dei soggetti firmatari, a tutto interesse dei lavoratori. Il nostro auspicio è che tutte le controparti, Confindustria in testa, si prodighino per l'adozione di questo modello di contratto, così come previsto dall’accordo interconfederale del 2018”, ha concluso Federico.

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