Agricoltura. Terra Viva Cisl chiede stato calamità naturale per Regione Calabria e rilancia appello allevatori e produttori agricoli per politiche di pianificazione del territorio e prevenzione dissesto idrogeologico

24 novembre 2020 - La pandemia da covid-19, la siccità, le alluvioni, le nevicate in alta quota. L’emergenza sanitaria e i drammatici cambiamenti climatici mettono in ginocchio la Calabria, colpita nei giorni scorsi da un nubifragio che ha seriamente compromesso l’intero settore zootecnico e le produzioni stagionali, come gli agrumi, la raccolta delle olive e gli ortaggi in particolare la produzione di finocchio in gran parte distrutta nel crotonese. Terra Viva Cisl raccoglie il grido di allarme degli imprenditori agricoli e rilancia la necessità di proclamare lo stato di calamità naturale e l’avvio di politiche di prevenzione e di investimenti infrastrutturali per rilanciare il comparto e il territorio. “E’ davvero un annus horribilis per la zootecnia e per le produzioni agricole in Calabria. Prima la pandemia, che ha modificato produzioni e commercializzazione, poi le calamità naturali che hanno seriamente compromesso le filiere, dalla produzione alla vendita, con una seria flessione dei prezzi di vendita e la difficoltà di immettere nel mercato i prodotti. Crediamo sia indispensabile dichiarare subito lo stato di calamità naturale e utilizzare i fondi connessi per sostenere il comparto. La recente visita del Ministro per gli affari regionali Francesco Boccia ci fa ben sperare. Come associazione abbiamo ribadito l’urgenza di questo provvedimento” afferma Claudio Risso Presidente nazionale di Terra Viva Cisl. “Anche le risorse che potranno arrivare dal Recovery Fund vanno investite per una gestione più oculata del territorio, per la prevenzione, per la diffusione di una cultura di responsabilità collettiva – sottolinea Francesco Fortunato Presidente di Terra Viva Calabria – Si possono investire per colmare molte lacune, ricordo per esempio la realizzazione di nuovi invasi, il consolidamento delle opere esistenti, la pulizia e il rinforzo degli argini, la creazione di vasche di laminazione. Importante, poi, potenziare il ruolo dei consorzi di bonifica indispensabili per la manutenzione e la cura del territorio.”

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