4° Rapporto OCSEL sulla Contrattazione decentrata 2016/2017 “Una contrattazione aziendale sempre piu’ plurale e nuova”

Roma, 17 luglio 2018 –“ Il 4° rapporto Ocsel (Osservatorio Contrattazione di Secondo Livello) curato e presentato dalla Cisl raccoglie ed analizza 2.196 accordi aziendali negoziati negli anni 2016 e 2017 (di cui 1.238 per il primo anno e 958 nel secondo) in 1.078 aziende che occupano 928.260 lavoratori. Si tratta non di un campione statistico, ma in ogni caso del rapporto sulla contrattazione aziendale con la più grande raccolta di accordi esistente nel nostro paese. Ocsel è una banca dati della Cisl che ad oggi registra in totale 8.526 accordi siglati negli ultimi 8 anni.
 
Ecco i contenuti principali emersi dal rapporto:
 
  • Nel panorama delle relazioni sindacali è tornata a svolgersi una contrattazione più strutturata e meno episodica rispetto agli anni della crisi; il 51% degli accordi sono rinnovi di  contratti precedenti, il 22% sono accordi integrativi degli stessi
  • Commercio, chimica, servizi, costruzioni sono i settori che registrano il maggior numero di accordi sottoscritti, ma se si guarda al numero di lavoratori coinvolti spiccano anche i settori del credito e dei trasporti data la presenza di aziende con decine di migliaia di dipendenti
  • Resta un deciso squilibrio territoriale che vede la contrattazione aziendale diffusa nel nord (44% del totale) e nei gruppi (33%), mentre scarsa è la diffusione nel sud del paese (5%)
  • La contrattazione non si ferma solo alle grandi imprese ma si registrano centinaia di accordi anche nelle imprese fino a 50 e fino a 20 dipendenti, segno che anche nelle PMI è utile e possibile diffondere una contrattazione appropriata
  • Nel 53% degli accordi si sono negoziati aumenti dei premi salariali mentre nel 32% sono state introdotte forme di welfare contrattuale. Salario e welfare sono i temi più vivaci e in crescita, segno di una ripresa di buon andamento delle imprese in generale, mentre calano fortemente gli accordi legati a situazioni di crisi
  • 1.588 euro è il valore medio dei premi di risultato annui negoziati, una cifra che per certe fasce di lavoratori costituisce ben il 7/8% del salario annuo, a dimostrazione di come la contrattazione di salario variabile legato a obiettivi sia ormai una realtà diffusa e importante. Addirittura nel 25% di casi la cifra del premio annuo supera il valore di 2mila euro. Nell'85% degli accordi di natura salariale si contratta il premio annuo variabile e lo stesso nel 59% dei casi è distribuito non uguale per tutti come in passato ma legato a fasce professionali differenziate
  • In tema di orari di lavoro 2/3 degli accordi relativi si occupano della distribuzione degli stessi, tema centrale di fronte a mercati sempre più difficilmente prevedibili, mentre spicca anche il fatto che in tema di flessibilità, la stessa viene negoziata sia relativamente alle esigenze produttive ma sempre più anche verso le flessibilità richieste dai lavoratori (in entrata e uscita nonché meccanismi di banca ore)
  • Gli accordi relativi alla organizzazione del lavoro vedono al centro sempre più il cambiamento tecnologico ed organizzativo (42% degli accordi relativi) ed il coinvolgimento del sindacato nel processo del cambiamento (29% degli accordi)
  • Anche in tema di professionalità la contrattazione aziendale sta molto innovandosi: si superano i terreni tradizionali dei passaggi di categoria e ci si concentra nella regolazione di nuovi profili professionali (43%) e nella valutazione e riconoscimento delle nuove professionalità (29%)
  • Anche il welfare sembra svilupparsi in modo plurale e differenziato: rimborsi delle spese scolastiche per i figli, carrello della spesa, mensa e previdenza complementare costituiscono le richieste di welfare maggiormente utilizzate
  • Anche in tema di formazione, mercato del lavoro, partecipazione, ambiente e sicurezza la contrattazione aziendale non cerca di replicare semplici adempimenti di legge ma di caratterizzarsi verso misure nuove che aumentano il grado di coinvolgimento e responsabilità delle RSU e del sindacato in azienda. 
“I dati del nostro osservatorio restituiscono alla Cisl ed a tutte le parti sociali un forte e positivo dinamismo della nuova contrattazione aziendale che, mettendosi sempre più alle spalle gli effetti della crisi, riesce a realizzare un maggior dialogo partecipativo e costruttivo tra azienda e lavoratori ed a costruire soluzioni e tutele sempre più ricche – dichiara Luigi Sbarra, Segretario generale aggiunto della Cisl e responsabile delle politiche contrattuali del sindacato.
“Negli ultimi 2 anni vediamo svilupparsi una contrattazione aziendale sempre più plurale ed innovativa, ben più ricca e diffusa di quanto spesso discutiamo nei dibattiti sul tema. La realtà che viviamo – continua Sbarra – vede imprese e lavoratori sempre più impegnati nel coniugare competitività con salari più alti e benessere delle persone che lavorano. E' la via sindacale che la Cisl predilige. Chiediamo a Confindustria e a tutte le parti datoriali del commercio, artigianato e cooperazione di praticare con maggiore coraggio insieme al sindacato lo sviluppo della contrattazione decentrata, sempre più leva di sviluppo e coesione”. “Chiediamo al governo Conte ed al ministro Di Maio – conclude Sbarra – di guardare a questi dati e di chiamare le parti sociali ad un confronto su come coniugare in modo più stabile crescita, investimenti, lavoro di qualità e nuove tutele, garantendo per il futuro la stabilità degli incentivi alla contrattazione per la produttività, vera sfida per il paese da vincere insieme".

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