A Roma la grande manifestazione delle federazioni di Cgil,Cisl,Uil del pubblico impiego. Furlan: “Al Governo chiediamo piu’ rispetto per tutti i lavoratori pubblici”

banner Manifestazione Pubblico Impiego26Roma, 8 giugno 2019. - "La piazza è stracolma. Bellissima manifestazione. Meno servizi pubblici vuol dire meno servizi alle persone, ci opponiamo a tutto questo". Così la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, a margine della Manifestazione unitaria delle categorie dei servizi pubblici e privati di Cgil, Cisl e Uil oggi a Roma. ‘Futuro è servizi pubblici!’lo slogan della mobilitazione. Il corteo dei manifestanti, partito da Piazza della Repubblica alle ore 9.30, ha poi raggiunto Piazza del Popolo dove, alle 11.00, sono intervenuti i Segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Uil Fpl. "Dal Governo ancora tante promesse e dichiarazioni e zero fatti. Per questo oggi migliaia di lavoratori protestano per cambiare la linea del governo, siamo già in ritardo servono risposte pronte" ha sottolineato  Furlan ricordando come la Pubblica Amministrazione sia "vitale per il nostro Paese e per questo i lavoratori devono essere rispettati nella loro professionalità e nella loro dedizione al lavoro.  Oggi siamo in piazza a Roma con le lavoratrici ed i lavoratori pubblici che manifestano per il rinnovo del contratto, assunzioni urgenti nella Pa, rafforzare i servizi pubblici per i cittadini. Il governo cambi la sua linea economica. La politica dei tagli continui agli organici è una cosa intollerabile. Questo significa meno medici, meno infermieri, meno paramedici, meno impiegati, meno assistenti sociali, meno insegnanti della scuola materna nei nostri Comuni. Così come è inaccettabile il blocco del turnover: negli ultimi anni sono uscite oltre 100.000 persone dal mondo del lavoro. Quota 100, che prevede ulteriori pensionamenti, deve essere accompagnata da un grande piano di assunzioni che dia risposte ai cittadini che hanno bisogno di servizi efficienti e funzionali” ha conclusolaleader della Cisl.

“Anche i servizi pubblici sono scesi in campo per chiedere al Governo un deciso cambio di rotta" ha sottolineato il Segretario Generale della Cisl Funzione Pubblica, Maurizio Petriccioli. "Le risorse poste nella manovra di Bilancio sono inadeguate rispetto alla professionalità e alla dedizione di quelle persone che ogni giorno erogano servizi fondamentali a cittadini e imprese. Mentre aumentano le promesse occupazionali, si svuotano gli uffici, le corsie degli ospedali e le strade in cui gli operatori della sicurezza mettono a rischio ogni giorno le loro vite. Ribadiamo la richiesta di avere maggiori risorse, già a partire dalla prossima manovra, per restituire potere d’acquisto alle retribuzioni e finanziare i nuovi sistemi di classificazione e riqualificazione professionale al fine di agevolare lo scorrimento tra le aree e le qualifiche. Abbiamo chiesto al Governo di reagire alla grave emorragia di uscite dal lavoro che si aggraverà con quota 100, realizzando uno straordinario piano di assunzioni che passi dalla stabilizzazione degli oltre 450.000 lavoratori precari, l’utilizzo delle graduatorie in essere degli idonei di concorsi pubblici, raggiungendo quell’obiettivo di 500.000 persone da inserire nella PA che lo stesso Ministro della Funzione Pubblica aveva promesso. Abbiamo infine chiesto di superare le ingiuste iniquità che permangono tra lavoro privato e pubblico, a scapito di quest’ultimo, trovando solo risposte parziali e insufficienti come nel caso dei tempi di erogazione del tfs/tfr. Oggi tutte le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici si sono mobilitati in massa per far sentire la loro voce, per difendere quei servizi pubblici del Paese che sono un bene di tutti i cittadini” - ha concluso Petriccioli.

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