Marco Biagi. Sbarra: "Il terrorismo non ha fermato le sue idee e la necessità di uno Statuto della persona nel lavoro"

Marco Biagi19 marzo 2021  “Le idee e le intuizioni di Biagi sulle tutele fondamentali da estendere ai lavoratori, soprattutto ai giovani, in un mercato del lavoro sempre più flessibile, rimangono per la Cisl che lo apprezzava e stimava, un punto di riferimento costante”. Lo ha detto il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, intervenuto lo scorso 17 marzo al Convegno annuale dell’Adapt in ricordo di Marco Biagi, barbaramente assassinato 19 anni fa.

“Biagi era un giuslavorista di grande spessore intellettuale, un sostenitore convinto del "dialogo sociale", un vero riformatore che aveva colto con grande acume e lungimiranza le trasformazioni del mondo del lavoro per effetto delle nuove tecnologie e la necessità di una maggiore adattabilità della contrattazione alle esigenze della produzione, ma ponendo sempre al centro la persona umana, i suoi diritti, la dignità del lavoro”, ha sottolineato il leader della Cisl.
“Alla base del suo impegno c’era la consapevolezza che le dinamiche del lavoro devono essere governate e determinate dallo scambio libero e autonomo delle parti sociali. Le mani vigliacche dei terroristi hanno fermato la sua vita, ma non le sue idee. Biagi predicava che il problema era (e rimane tuttora) l'insufficienza di strumenti per migliorare l’occupabilità: le politiche attive del lavoro, i servizi per l’impiego, la formazione permanente, l’alternanza scuola-lavoro, un uso appropriato e non utilitaristico da parte delle aziende dei tirocini. Da li' bisogna ripartire oggi per una società con “more jobs" e “better jobs” come scriveva Biagi nel suo "Libro bianco”.
Dobbiamo aprire un confronto che porti a un nuovo Statuto della Persona nel Lavoro. Che non significa affidarsi ad una Legge calata dall’alto, ma aprire un cantiere di elaborazione, di azione congiunta di tutti gli attori sociali, economici e istituzionali, con il comune obiettivo di mettere al centro nuove tutele e responsabilità nell’era digitale”.

Stampa