Ilva. Furlan: "Chiuderla significa mettere in ginocchio Taranto e perdere ruolo strategico nella produzione di acciaio"

Roma, 22 maggio 2018. "Siamo davvero molto preoccupati per il destino di 20mila lavoratori, tra quelli diretti e quelli dell''indotto. La nostra capacita' di produrre acciaio di grande qualita' ci rende protagonisti nel mercati internazionali e l' Italia non puo' farne a meno. Avremmo ripercussioni davvero drammatiche. Spero in un accordo tra azienda e sindacati che metta al centro la sicurezza, il lavoro e le garanzia occupazionali". E' l'auspicio, in vista dell'incontro informale in programma per oggi con  ArcelorMittal,  espresso dalla  Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, parlando con i giornalisti sui possibili sviluppi della vertenza Ilva. Il gruppo siderurgico riveste una "centralità nell''economia di Taranto, della Puglia e nell'economia nazionale.  L'Italia non può farne a meno perché le ripercussioni sarebbero davvero drammatiche".
Già lo scorso 19 maggio, in risposta alla paventata ipotesi di chiusura del sito produttivo pugliese lanciata dal Movimento 5 Stelle, Furlan aveva affermato che  “Chiudere l’Ilva significherebbe mettere in ginocchio l’economia della citta’ di Taranto e perdere un ruolo strategico e di qualita’ nella produzione di acciaio del nostro paese. Bisogna trovare una strada per salvaguardare l’occupazione ed il risanamento ambientale, che e’ quello che chiedono tanti lavoratori e tanti cittadini di Taranto. La Cisl e’ pronta a riaprire il confronto per salvare una delle poche grandi imprese produttive del Mezzogiorno e del paese. Ma occorre un grande senso di responsabilita’ da parte di tutti”. 
"E' necessario ed urgente riprendere il confronto e le trattative con l'azienda e con il governo, l'Ilva e' importante non solo per la realta' pugliese e per il Mezzogiorno ma per l'intero Paese, nonpossiamo perdere l'acciaio, s'indebolirebbe tutto il tessuto industriale e produttivo italiano".  Ha affermato il Segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra  ribadendo che "le soluzioni sono a portata di mano, bisogna lavorare per la continuita' produttiva, bisogna salvaguardare tutti i posti di lavoro, diretti e dell'indotto, e allo stesso tempo mandare avanti gli investimenti per la riqualificazione e il risanamento ambientale, questi tre temi devono marciare insieme - ha insistito Sbarra - bisogna smetterla con i pregiudizi, con le ideologie, bisogna capire che questo impianto produttivo e' centrale per tutto il tessuto industriale del Paese, i costi sociali nella sciagurata ipotesi della chiusura sarebbero esageratamente alti non solo per il territorio ma per il Paese".

11 maggio 2018. “Bisogna riprendere la trattativa per il rilancio dell’Ilva. Ma serve un grande senso di responsabilità di tutte le parti per trovare una soluzione che salvaguardi l’occupazione ed il risanamento ambientale. In ballo c’è il destino di migliaia di lavoratori e di famiglie italiane dell’Ilva”. E’ l’appello lanciato su twitter dalla Segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan, sulla vertenza dell’Ilva dopo lo stop di ieri nella trattativa tra ArcelorMittal e sindacati nel corso dell'incontro svoltosi al Mise.
 

"Il paese ha perso un’occasione per rilanciare un’idea di acciaio che tenga conto anche delle questioni ambientali, soprattutto a Taranto” ha dichiarato ieri a caldo al termine dell’ incontro al Mise il Segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini. “Con il blocco dell’ accordo di oggi, in riferimento al quale sono prevalsi ancora una volta certi personalismi piuttosto che il merito dell’ accordo stesso- ha proseguito Colombini- il rischio è che non si dia più alcuna prospettiva ai 14 mila lavoratori e soprattutto a quelli dell’ indotto. Nell’ ipotesi di accordo c’è ancora la riconferma del piano industriale ed ambientale dove verranno investiti nel prossimo anno 2 mld e 400 mln di euro e questa è una cosa molto positiva. Credo che il Ministro Calenda sarebbe dovuto rimanere al tavolo, verificare tutte le possibilità per un’intesa e le richieste fatte a livello unitario dal sindacato confederale: questa era, infatti, la materia su cui discutere e non rompere perché soltanto il tavolo può permettere di dare una garanzia ai lavoratori, ai temi ambientali, alla presenza di un acciaio italiano capace di competere con quello cinese e mondiale. Oggi abbiamo perso una vera opportunità che dovremo riprendere con il governo che verrà nella speranza che il nuovo ministro non sia per la chiusura dell’ Ilva ma per la verifica di tutte le opportunità per dare garanzie ambientali, produttive ai lavoratori di Taranto e di Genova” ha concluso Colombini.

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