Roma, 19 aprile 2016. “Nel Def ci sono molti provvedimenti positivi per le imprese ma manca un progetto di industria per il Paese e le risorse necessarie a sostenerlo”. Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Giuseppe Farina. “ Senza il rilancio delle attività industriali e manifatturiere sarà difficile avere una crescita in grado di ridurre la disoccupazione. Lo dicono i fatti della crisi: la caduta del 25% delle produzioni industriali e la perdita di oltre 600 mila posti di lavoro hanno impoverito il Paese. E lo confermano anche i numeri della ripresa. Oltre la metà della crescita del Pil per il 2015 è data dall’ export del manifatturiero ed in particolare del settore dell’ automotive. Non c’è dunque alternativa a mettere in campo progetti di politica industriale in grado di affrontare le criticità che rallentano investimenti ed innovazioni del nostro sistema attuale ed il necessario riposizionamento della nostra industria sui mercati globali. E’ necessario fare due cose ora: nominare il nuovo ministro dello Sviluppo economico e mettere in campo un progetto di industria per una filiera di eccellenza in particolare nel Mezzogiorno che si occupi di innovazione produttiva e tecnologica e faccia quanto necessario per rendere attrattivi i nostri territori ad investimenti privati ed esteri”.
Lavoro. Fumarola al Consiglio generale della Femca Cisl: «Serve una vera politica energetica europea e nazionale per governare le trasformazioni globali»
«Oggi la competizione mondiale non si gioca più soltanto tra Stati. Quando si muovono le grandi potenze, insieme ai governi si muovono grandi gruppi finanziari, colossi dell’energia, piattaforme tecnologiche, multinazionali dell’intelligenza artificiale e...






