Roma, 4 ottobre 2016. “L’Europa che monetizza e respinge non e’ l’Europa del futuro”. C’è meno pace nel mondo perché l’Europa non sa svolgere il suo ruolo di portatore di pacee noi non possiamo immaginare un’ Europa che non metta al centro la solidarieta’ e il valore della persona”. “Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta al Convegno “Migranti: dai muri all’accoglienza e all’inclusione nell’Europa dei diritti” organizzato a Roma dalla Cisl per presentare le sue proposte di politica migratoria comune europea. “Il tema fondamentale e’ l’accoglienza dei profughi che scappano dalla guerra e dalla morte -ha aggiunto ricordando le parole di Papa Francesco sull’Europa dei popoli. Dobbiamo ripartire da questo” ha sottolineato
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http://www.youtube.com/watch?v=zpk3ecpbFgU Ha poi tenuto a ricordare che “tutte le iniziative che la Cisl porta avanti, pensioni, migranti, lavoro, povertà, crescita economica hanno come fondamento la dignità ed il valore dell’uomo. Per questi motivi la nostra è una proposta complessiva – ha spiegato. sottolineando che il luogo comune espresso in termini negativi non può diventare il messaggio che passa nel Paese, deve invece essere espresso come pensiero di crescita. E non dobbiamo porci scrupoli nel denunciare la verità. Bisogna contrapporre con forza messaggi che creino prospettive migliori – incalza Furlan. Facciamo cooperazione internazionale per creare eguaglianza, non per cambiare i flussi migratori. Far crescere il valore sociale del lavoro fa crescere la democrazia e la pace. In questo modo non ci sarà piu’ bisogno di diventare migranti”. E conclude: “Non dobbiamo sottovalutare che nasciamo come popolo di migranti. Abbiamo dimenticato la nostra storia che parla di accoglienza ed amore. Noi siamo europeisti convinti”.
“E’ una giornata di riflessione non rituale in cui la Cisl, oltre ad offrire uno stato dell’arte dell’immigrazione, vuol fare il punto sul bisogno di allargare la visione e soprattutto avere una nuova disposizione all’accoglienza” ha dichiarato Giuseppe Gallo, Presidente della Fondazione Tarantelli Centro Studi Ricerca e Formazione Cisl aprendo i lavori del Convegno. “L’Europa nasce come approdo di migranti, – ha ricordato – lo testimoniano i flussi provocati dalle guerre. Nonostante ciò in questo momento storico ci ritroviamo in una civiltà in fase di regressione che rifiuta l’accoglienza, l’inclusione e la reciprocità. Attualmente l’accordo di Schengen è sospeso, i flussi migratori non sono condivisi. Tutto questo può essere affrontato solo con la creazione di un struttura politica sovranazionale, che vede un’Europa sovrana, intergovernativa e interparlamentare. La Cisl da sempre sposa questa visione. Il governo italiano deve lasciare aperto uno spiraglio e la Cisl non rinuncia a considerare la prospettiva di un’Europa aperta alla crescita, all’inclusione. E soprattutto l’Italia ha bisogno di una svolta complessiva nella strategia europea per affrontare con efficacia e con successo la sfida umanitaria dei rifugiati, ma anche il ritorno del nostro Paese ad una crescita stabile di lungo periodo”.
“Sindacati e volontariato rappresentano una energia enorme di inclusione – ha dichiarato dalla sua il Segretario confederale Cisl, Maurizio Bernava – ma devono riuscire a fare pressioni sui governi e le classi dirigenti. Viviamo una regressione culturale che coinvolge tutti i livelli. L’Europa vive un grande egoismo. I muri esterni sono i nostri muri e le nostre paure individuali e interiori. È’ una Europa vigliacca che alimenta l’esclusione. Al contrario – ha tenuto a precisare Bernava – abbiamo bisogno di politiche di welfare inclusivo che devono essere strutturali al sistema europeo”. E sottolinea: “La Cisl ha un obiettivo di azione sociale forte: quello di liberare il paese dalla povertà con una strategia di rilancio economico e sociale” e “il dovere dell’accoglienza dovrebbe essere l’esito naturale di questa nuova strategia che la Cisl ha il coraggio di proporre pur andando controcorrente”. Oltre la tutela che riusciamo a dare con l’Anolf, ci impegnamo con tutte le strutture sul territorio a condividere i principi di solidarietà accoglienza promozione e inclusione, contrastando fenomeni come lavoro nero e caporalato”.
Qualche dato sull’immigrazione fornito dal Centro Studi della Cisl prevede che se gli attuali flussi migratori saranno confermati, nel 2030 in Italia ci saranno 4 milioni di stranieri occupati e il loro contributo alla crescita del Pil aumenterà dal 9 al 15%. Secondo la Cisl, “gli immigrati sulla popolazione totale italiana aumenteranno dal 8,2% del 2015 al 14,6% di cui il 21,7% nella fascia 0/14 anni ed il 17,4% nella fascia 15/64 anni”. La Cisl ha stimato che tra 15 anni gli immigrati occupati in Italia raddoppieranno da poco più di 2 milioni del 2015 (circa 10% del totale) a 4 milioni del 2030 (18% del totale), invertendo la dinamica declinante dei flussi di migrazione per lavoro che dal 2010 è calata dell’84%. Il contributo degli immigrati al Pil crescera’ conseguentemente, dal 9% al 15%. Secondo i dati del sindacato, dei 2.294.000 immigrati attualmente nel nostro paese con un regolare contratto di lavoro, 1.238.000 sono uomini ed 1.056.000 donne, occupati al 70% come operai, con un reddito che, per il 40% degli occupati, è inferiore agli 800 euro mensili, un tasso di disoccupazione pari al 16,9% ed una crescita elevata degli stranieri inattivi a 1.200.000 di cui il 70% donne. Le richieste di asilo nel 2015 sono aumentate da 626.960 a 1.321.600, + 110,8% nella U,E. A 28 , con punte del 793,5% in Finlandia, 314,1% in Ungheria, 214,5% in Austria,163,2% in Spagna, 135,1% in Germania, 100,1% in Svezia, 96,7% in Belgio, 83,8% in Ungheria, 83,6% nei Paesi Bassi, sino al 40% in Grecia ed al 30,1% in Italia che ha visto più che raddoppiare le domande nel 2014 rispetto al 2013. L’Italia riceve, prevalentemente, profughi africani che seguono la rotta centrale (dal Camerun, dalla Nigeria, dal Niger, dalla Repubblica Centrafricana ai porti libici di Zuwara, Zawiya, Tripoli, Sabrata o cirenaici di Bengasi dai quali si imbarcano per Lampedusa) e la rotta orientale che arriva, a sua volta ai porti libici e cirenaici ed alla Sicilia partendo dal Corno d’Africa (Uganda, Kenya, Somalia, Eritrea, Etiopia, Sudan, Sud Sudan). Le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco in Italia (dati del 21 luglio 2016) sono le seguenti: Nigeria 17%, Eritrea 12%, Gambia 8%, Costa D’Avorio 7%, Sudan 7%, Guinea 7%, Senegal 6%, Mali 6%, Somalia 5%, Egitto 3%, altre 22%. La rotta occidentale, che attinge al bacino territoriale compreso fra Senegal, Guinea e Mali attraversa la Mauritania ed il Marocco, arriva, come destinazione prevalente, in Spagna. Secondo la Cisl, con questi Paesi l’Europa dovrebbe avviare, selettivamente, politiche di cooperazione, di scambi culturali, di formazione delle competenze professionali e dei gruppi dirigenti, di migrazioni circolari e reciproche. Il fenomeno dei trafficanti di migranti dovrebbe essere stroncato all’origine creando centri di accoglienza, assistenza ed identificazione nei Paesi limitrofi a quelli investiti da guerre e catastrofi in collaborazione con l’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati, dai quali organizzare canali legali e sicuri di ingresso in Europa.
“C’è sostanziale differenza tra il fenomeno percepito è il fenomeno rappresentato dai dati ISTAT” afferma Maurizio Ambrosini, Docente di sociologia dei processi migratori del Dipartimento di studi sociali e politici dell’Università di Milano. “Ci sono molte false convinzioni da sfatare, dalle invasioni allo sviluppo. Il fenomeno percepito -spiega Ambrosini- è l’immigrazione in aumento drammatico. L’immigrato medio è uomo, viene dall’Africa ed è di religione islamica, povero. Il fenomeno rappresentanto dall’ISTAT invece è un’immmigrazione stazionaria, il cui numero è fermo a 5 milioni. L’immigrato medio è donna, provenienza europea (est più che altro)”. Sempre secondo Ambrosini, “il mercato regola l’immigrazione più della politica, per questo motivo la stessa immigrazione è stazionaria da quando il mercato non tira più. Ufficialmente le frontiere sono chiuse dagli anni ’70 ma gli immigrati sono continuati ad arrivare causa lavoro. Il loro forte obiettivo è far studiare i figli. Dal 2008 ad oggi la percentuale di posti di lavoro degli occupati è salita dall’8 al 10%, con picco massimo di occupazione nel settore dell’assistenza. Un milione di immigrati lavoratori sono iscritti al sindacato, di cui circa un terzo alla Cisl. Importante sottolineare che l’immigrazione non è solo conseguenza di povertà: i migranti infatti appartengono in larga parte alla loro classe media e si spostano per fare lavori più umili ma pagati meglio”
“La Chiesa guarda con buone aspettative il migration compact e continua a sostenere l’apertura dei corridoi umanitari con paesi favorevoli all’accoglienza evitando così il pericolo della “presa in carico” del fenomeno da parte di mafie e organizzazioni di malaffare”. “Il tema dell immigrazione sta togliendo la maschera all Europa. E’ necessario un ruolo maggiormente incisivo di un’Europa invece purtroppo molto debole e cieca che consente di continuare ad erigere muri”. Ha detto il Segretario generale della Cei, Nunzio Galantino. Per Mons. Galantino, fondamentale è anche “l’integrazione perché accogliere, nonostante l’Italia lo faccia anche piuttosto bene, non basta; non si possono salvare le persone e poi non offrirgli una possibilità di futuro”. “Le morti commemorate ieri a Lampedusa sono uno schiaffo alla democrazia europea, incapace di salvaguardare e proteggere persone in fuga da situazioni drammatiche create anche dalla politica estera e da scelte economiche europee”. “Non saranno i muri o le politiche di chiusura a fermare l’onda costante degli arrivi. Noi dobbiamo impedire che il Mediterraneo continui ad essere ‘cimitero dei migranti’, così come lo ha definito Papa Francesco. Dobbiamo imparare a vedere ‘Dio nei migranti che tutti vogliono cacciare’. Non bisogna respingere chi arriva ma gli imprenditori della paura. La sfida? Costruire un nuovo modello di convivenza. Una volta salvati in mare e accolti nei nostri Paesi dobbiamo garantire poi l’integrazione di queste persone. Come è altrettanto importante che i migranti capiscano che è fondamentale convivere nel rispetto delle regole della storia della cultura e delle tradizioni del paese accogliente”, ha aggiunto il vescovo concludendo: “Ho un sogno: sogno un momento in cuiquello che si spende per l’immigrazione non venga più iscritto tra le spese ma tra gli investimenti”.
“Lavoriamo insieme per un nuovo modello di accoglienza ma dall’Europa ci aspettiamo cambiamenti concreti” afferma il Ministro per gli Affari esteri, Paolo Gentiloni intervenuto al Convegno. “Se c’e’ un tema su cui l’Europa puo’ avere una crisi molto seria e’ questo dell’immigrazione e della accoglienza” ha sottolineato esprimendo dissenso verso le politiche ‘dei muri’. Se va avanti questo andazzo – avverte – l’Italia sara’ sempre piu’ un paese di approdo e non di transito” e cio’ “rendera’ necessario “rafforzare le politiche dell’accoglienza”.
“L’iniziativa della Cisl rompe il muro dei luoghi comuni che alimentano le paure rappresentando quel sistema di valori che fa la differenza” ha dichiarato nel suo intervento Luigi Manconi, Presidente Commissione straordinaria tutela e promozione dei diritti umani Senato della Repubblica. “I valori – ha spiegato – riguardano ognuno di noi, nella condivisione della sfera della cittadinanza. A sostegno di ciò cresce il numero degli stranieri residenti in Italia da anni che abbandonano il paese. Con questa iniziativa sono stati messi in discussione gli stereotipi ed i luoghi comuni del fenomeno migranti”.
“Il dialogo sociale motore di sviluppo” sottolinea Marco Cilento, Consulente Ces sui temi della mobilità e della migrazione ricordando che “i fondi destinati dalla Ue sono molti ed è possibile lavorare in modo costruttivo” dando però un volto ai destinatari di posizioni decisionali della Ue” per assicurare una continuità. “Sulla questione asilo abbiamo fatto delle rinunce volute” ha detto Cilento – ed abbiamo creato un sistema di gestione dei flussi eccessivi, quindi emergenziali. Le maglie delle regole sull’asilo sono strette” per questo oggi sul tavolo dei governi è presente un Pacchetto misure sulla nuova gestione flussi” e “abbiamo bisogno che gli stati membri votino a favore”. Ed ha posto in risalto le priorità delle politiche di immigrazione: l’importanza dell’inserimento della questione migranti nel circuito della solidarietà; lavorare sulle competenze dei rifugiati”.
Tra gli interventi al Convegno, un contributo anche dai rappresentanti dell’Iscos, l’Istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo promosso dalla Cisl e dei Presidenti di Inas e Anolf rispettivamente Domenico Pesenti e Mohamed Saady.
Categoria: Primo Piano
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