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Energia. Sbarra: “Cig sul modello della Cassa Covid. Si mettano in campo risorse straordinarie, anche con uno scostamento di bilancio”

Pubblicato il 29 Ago, 2022

«Sulla previdenza serve una riforma che garantisca meccanismi di flessibilità in uscita e un impianto sostenibile secondo criteri di equità, flessibilità, inclusione e sostenibilità sociale. Per questo auspichiamo la ripresa di un confronto politico concreto, dentro il quale costruire una pensione contributiva di garanzia per i giovani, sconti contributivi per le madri, un nuovo sostegno pubblico all’adesione alla previdenza complementare, un sostegno aggiuntivo ai lavoratori precoci e a chi svolge lavori gravosi e usuranti, con l’estensione dell’Ape sociale». A dirlo è il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, in una intervista oggi  al Quotidiano Nazionale.

Per realizzare la flessibilità in uscita per Sbarra «di fondo deve essere ammessa la possibilità di uscire dal lavoro raggiunti i 41 anni di contributi e, in ogni caso, a partire da 62 anni di età. Le risorse ci sono e vanno trovate nel “tesoretto” lasciato dalle dotazioni inutilizzate di quota 100 e dalle economie generate dalla legge Fornero». E sulla possibilità di un asse con Salvini il leader Cisl ha sottolineato che «le riforme non si possono “fare a fette”. Quota 41 può  essere una buona base, a cui però vanno affiancati tutti gli altri elementi di tutela, a partire dalla pensione di garanzia per i giovani e le donne. La Cisl si confronterà con chiunque voglia aprire un dialogo per evitare l’odioso scalone a 67 anni a gennaio».

Per affrontare l’impennata dei prezzi del gas che fa paventare il rischio recessione Sbarra chiede «un nuovo decreto del governo in carica per confermare e consolidare aiuti e interventi strutturali, nella consapevolezza che l’impennata dei prezzi è destinata a durare. Se è necessario si mettano in campo risorse straordinarie, anche con uno scostamento di bilancio, azzerando l’Iva sui beni di prima necessità e di largo consumo. Servono compensazioni immediate e soluzioni nuove, con controlli rigorosi sugli speculatori, limiti al costo europeo di importazione del gas ma anche un tetto sociale al costo nazionale dell’elettricità».

Sbarra non esclude una nuova cassa integrazione sul modello della Cassa Covid perché «intere filiere produttive sono in difficoltà: siderurgia, meccanica, automotive, agroalimentare, terziario, turismo, commercio. Più di un milione di posti di lavoro sono a rischio. Dobbiamo orientare su obiettivi di coesione sociale i sostegni del governo anche valutando una nuova cassa integrazione straordinaria, così come è avvenuto nei mesi duri del Covid, insieme con l’impegno delle aziende a non licenziare nessuno. L’imperativo è salvaguardare produzioni e posti di lavoro».

Per il numero uno della Cisl «tassare gli extra-profitti delle aziende che hanno fatto profitti elevati in questi anni prima sulla pandemia e oggi sui costi dell’energia è una misura equa, redistributiva e doverosa. Se si guardano i bilanci semestrali appena pubblicati dalle principali aziende quotate, si scopre che gli utili di tante aziende sono aumentati di molto rispetto allo scorso anno. Queste imprese devono dare un contributo fattivo alla coesione e alla ripresa. Va alzato il livello della tassazione e aumentati i controlli per rendere realmente esigibili queste risorse. Basta furbizie». Ha concluso Sbarra.

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