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Lavoro. Colombini: “La Cisl, insieme alla Ces, sostiene l’adozione di una direttiva europea sulla ‘Due Diligence’ obbligatoria su impatti ambientali e diritti umani”

Pubblicato il 29 Ott, 2021

“La Cisl, insieme alla Ces, sostiene l’adozione di una direttiva europea sulla ‘Due Diligence’ obbligatoria su impatti ambientali e su diritti umani”. Lo ha detto il Segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini, intervenendo al Convegno organizzato a Rimini dall’ Asvis: “Verso una direttiva UE per una ‘due diligence’ obbligatoria su impatti ambientali e diritti umani”. “A rendere più urgente la richiesta alla Commissione Europa per l’adozione della direttiva – sottolinea Colombini- c’è un rapporto della Confederazione Internazionale dei sindacati (ITUC) che rivela livelli crescenti di violazioni nei luoghi di lavoro in tutto il mondo ed in particolare di negazione dei diritti umani dei lavoratori da parte di imprese europee dalla Bielorussia al Bangladesh e dalla Turchia al Myanmar, per citare alcuni Paesi. Dal Rapporto emerge la necessità che la Commissione europea debba presentare la direttiva sulla Due Diligence in materia di diritti umani e sulla governance aziendale sostenibile per rendere le aziende responsabili per i diritti umani e gli abusi ambientali nelle loro catene di approvvigionamento. Oggi non esistono strumenti internazionali CISL, CGIL e UIL hanno scritto al governo italiano lo scorso 7 ottobre chiedendo che la direttiva:
-stabilisca meccanismi di Due Diligence obbligatori che coprano le attività delle imprese e le loro relazioni commerciali, comprese le loro catene di approvvigionamento e subappalto, riferendosi a tutte le imprese, comprese le PMI, e le organizzazioni del settore pubblico, che abbiano sede principale o siano attive nell’Unione europea;
-costituisca un passo avanti per garantire il rispetto e l’applicazione dei diritti umani, compresi i diritti sindacali e dei lavoratori;
-permetta ai lavoratori di contrastare le violazioni dei diritti umani e garantisca il pieno coinvolgimento dei sindacati e dei rappresentanti dei lavoratori;
-preveda rimedi e l’accesso alla giustizia per le vittime, compresi i sindacati, prevedendo sanzioni”. “La Due Diligence- conclude Colombini- non potrà essere considerata un’alternativa al dialogo sociale e alle clausole sociali nei trattati commerciali, ma deve essere collocata nell’ottica di un modello di sviluppo più sostenibile che tenga in considerazione i fattori e le implicazioni sociali e ambientali in un approccio partecipato che veda il pieno coinvolgimento del sindacato attraverso la contrattazione e la partecipazione dei lavoratori”.

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