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Lavoro. Sbarra: “Non bastano i provvedimenti tampone del governo”

Pubblicato il 1 Mag, 2022

“Pace, democrazia e lavoro sono le fondamenta di una comunità libera, fondata sul rispetto della persona umana, della libertà, della giustizia sociale, della necessaria partecipazione dei lavoratori ai processi di trasformazione della società. Sono valori della nostra civiltà che, come ha ricordato il nostro Presidente Sergio Mattarella, non sono acquisiti per sempre: bisogna difenderli ogni giorno, ovunque siano minacciati” . E’ quanto sottolinea oggi il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra  in un intervento sul quotidiano cattolico Avvenire.

“Bisogna incrementare  gli sforzi diplomatici per far cessare la guerra. Ma dobbiamo continuare a sostenere concretamente i profughi, la popolazione ucraina, i combattenti. Senza se e senza ma. La pace è l’obiettivo da raggiungere, ma deve essere una pace dignitosa per l’Ucraina e non può coincidere con le ambizioni imperialistiche di un autocrate che vorrebbe spostare i confini d’Europa con i missili ed i carri armati”, aggiunge il leader Cisl  che sull’inflazione generata dal conflitto ammonisce : “Non bastano i provvedimenti tampone del governo. Gli aumenti dei prezzi graveranno entro dicembre almeno per 70 miliardi sui redditi delle famiglie e sui bilanci delle imprese. Pensiamo si debba valutare uno scostamento di bilancio per investire molto di più dei 5 miliardi previsti dal Def.  Le risorse vanno trovate anche nell’incremento massiccio dei prelievi fiscali sugli extra profitti e dalla redistribuzione di tutta l’Iva aggiuntiva”.

Per Sbarra , “bisogna accelerare gli investimenti pubblici e privati, difendere i salari e le pensioni dalla fiammata inflazionistica, puntare alla qualità e stabilità dell’occupazione. La sfida è sostenere subito il potere d’acquisto ed i consumi senza far ulteriormente crescere l’inflazione. Non dobbiamo consegnarci ad automatismi demagogici o ad interventi legislativi sul salario che non farebbero che peggiorare la situazione. C’è da lavorare a una nuova politica dei redditi che metta al centro le ragioni della crescita e della sua distribuzione. Tutto questo va affrontato dentro la dimensione di un patto sociale. Aspettiamo la convocazione del premier Draghi per lavorare insieme, governo e parti sociali, per mettere le riforme sui binari della stabilità e dell’equità, nella prospettiva di unire il paese superando divari economici, sociali, geografici e territoriali”, conclude Sbarra.

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