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Pensioni. Ganga: “Non penalizzare trattamenti liquidati nel futuro, nè quelli già in pagamento”

Pubblicato il 12 Ott, 2021

“Non si possono penalizzare le pensioni, né quelle che saranno liquidate nel futuro, né quelle che sono già in pagamento”. Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga. “L’indice negativo di rivalutazione del montante contributivo determinato dall’Istat per effetto del lungo periodo di stagnazione economica- sottolinea Ganga- deve essere neutralizzato e deve essere data piena attuazione alla norma del 2015 per escludere svantaggi per i futuri pensionati. È inoltre fondamentale rafforzare il potere di acquisito delle pensioni e dal 2022 applicare la perequazione per scaglioni di reddito pensionistico sulla base del modello della legge 388/2000 come concordato tra Governo e Sindacati sin dal 2016. Per i pensionati con redditi più bassi allargare la possibilità di accedere alla quattordicesima, di cui è anche necessario incrementare l’importo. Per intervenire sulle pensioni in modo da restituire equità al sistema è necessario un intervento articolato che affronti tutti i punti indicati nella piattaforma unitaria di Cgil Cisl e Uil. Il miglioramento dell’Ape sociale con l’allargamento della platea dei beneficiari è importante ma per la Cisl da solo non è sufficiente. È necessario consentire di andare in pensione in modo più flessibile a partire dai 62 anni di età. In ogni caso, consentire a tutti di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Sostenere la previdenza delle donne, di chi svolge lavori di cura e lavori usuranti. Introdurre la pensione contributiva di garanzia per i giovani che rischiano di essere futuri pensionati poveri”. “Per supportare il reddito pensionistico- conclude Ganga- è infine importante rilanciare la previdenza complementare e sostenerla con adeguati incentivi fiscali”.

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